Se sei arrivato qui molto probabilmente sei incappato in quelli che vengono chiamati archetipi narrativi: eroe, messaggero, mentore, trickster, sono solo alcune delle figure che ricorrono in tutte le storie fin dalla notte dei tempi.
Alcuni di questi, come ad esempio l’eroe, sono semplici da identificare e da comprendere, ma altri sono decisamente più sfuggenti e complessi da contestualizzare in una storia.
Ma non temere, noi del Blocco dello Scrittore siamo qui proprio per fare chiarezza.
Prima di tutto devi tenere a mente che queste figure sono presenti in tutti i racconti mai scritti e in tutti quelli che verranno, perché sono archetipi universali che fanno parte dell’inconscio collettivo.
Questi archetipi, identificati per la prima volta da Carl Jung, sono stati reinterpretati in senso narrativo da Joseph Campbell ne L’eroe dai mille volti, e, successivamente, da Christopher Vogler ne Il Viaggio dell’Eroe.
Sì, lo so, sembra complesso, ma continua a leggere e vedrai che tutto avrà un senso.
Quindi partiamo dal principio: cos’è un archetipo?
Archetipo: origine e significato
Gli archetipi sono modelli universali di personaggi, ruoli e comportamenti che ricorrono nelle storie di tutte le culture e di tutte le epoche.
Sono figure simboliche che incarnano emozioni, paure e desideri universali. Proprio per questo, quando vengono utilizzate, riescono a far risuonare qualcosa in ciascuno di noi, toccando corde profonde e risvegliando sentimenti condivisi.
Poetico? Molto.
Semplice? Per nulla.
Non a caso, il più grande ostacolo da superare quando si creano personaggi è quello di non scivolare negli stereotipi: personaggi già visti, così privi di spessore che portano il lettore a fare una smorfia e chiudere il libro per sempre.
Questo proprio perché gli archetipi non sono dei meri stereotipi: non vogliono incasellare i personaggi della tua storia, bensì servono a renderli riconoscibili nel profondo del lettore, pur restando unici e inimitabili.
Gli archetipi muovono le fila di ogni racconto, e, svolgendo funzioni precise, accompagnano la storia fino alla sua naturale conclusione.
Vediamo insieme quali sono:
| Archetipo | Funzione | Esempi |
| Eroe | È il protagonista della storia, colui che affronta il viaggio, le prove e torna trasformato. |
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| Mentore | È colui che aiuta l’eroe ad orientarsi nel mondo straordinario. È una guida che fornisce strumenti o saggezza al protagonista che gli saranno indispensabili per portare a termine il suo viaggio. |
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| Ombra | È l’antagonista della storia, colui che vuole uccidere l’eroe o causare il fallimento della sua causa. La sua funzione è quella di mettere alla prova l’eroe, testando se sia cambiato o meno durante il suo viaggio. |
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| Alleati | Sono i compagni di viaggio dell’eroe, i suoi amici più fidati. La loro funzione è quella di aiutare l’eroe durante le prove e a migliorare se stesso. |
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| Messaggero | È il personaggio che consegna la chiamata all’avventura all’eroe. La sua funzione è quella di dare inizio alla storia. |
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| Trickster | È un personaggio portatore di caos, ironia, cambiamento. La sua funzione principale è quella di alleggerire la tensione. |
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| Guardiano della soglia | È il personaggio che impedisce all’eroe di iniziare la sua avventura. La sua funzione è quella di testare la convinzione del protagonista ad iniziare il suo viaggio nel mondo straordinario. |
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| Shapeshifter | È un personaggio ambiguo che può essere sia alleato che nemico. La sua funzione è quella di far dubitare l’eroe di se stesso e/o di quello in cui crede. |
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Ricordati sempre: tutti gli archetipi possono essere personaggi fisici o eventi scatenanti, e, soprattutto, un personaggio può assumere più funzioni durante una storia.
Un esempio perfetto è Hagrid in Harry Potter e la pietra filosofale:
- all’inizio assume la funzione di messaggero quando consegna la lettera direttamente ad Harry;
- poi diventa mentore cicerone, accompagnando Harry a Diagon Alley e facendogli da guida in quel piccolo assaggio del mondo straordinario;
- infine, assume il ruolo di alleato, diventando uno degli amici più fidati di Harry per tutta la durata della saga.
Come usare gli archetipi nella tua storia
Ma arriviamo al dunque, questi archetipi come ti possono aiutare a costruire la tua storia?
Innanzitutto sappi che non devi usarli tutti per forza, né farlo in modo meccanico: gli archetipi sono strumenti, non gabbie. Servono a darti un ossatura su cui costruire i tuoi personaggi e, proprio come le tappe del viaggio dell’eroe, possono aiutarti a trovare la strada giusta per far proseguire la tua storia.
Nel dettaglio gli archetipi possono aiutarti a:
- comprendere meglio la funzione dei personaggi nella tua storia;
- creare dinamiche più forti tra i personaggi;
- trovare spunti quando sei bloccato.
Se sei in dubbio fai un semplice esercizio e chiediti: “Questo personaggio che ho immaginato che funzione svolge nella storia?”.
Potresti scoprire che il tuo personaggio secondario in realtà è un mentore o che il vero antagonista si nascondeva sotto le vesti di alleato.
Metti in pratica gli archetipi del Viaggio dell’Eroe (con noi)
Ora che hai una guida sul come strutturare i tuoi personaggi, è il momento di usarla!
E se anche dopo aver spulciato in lungo e in largo il nostro blog rimani bloccato, puoi prenotare una consulenza di narrazione con noi: analizzeremo la tua storia, i personaggi, la struttura e ti aiuteremo a portare a termine il tuo racconto!
Se invece sei agli inizi o non sei sicuro del tuo stile, ti proponiamo degli esercizi pensati per allenarti a scrivere.
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Qualunque sia il tuo caso ricordati sempre che bloccarsi e finire l’ispirazione è normale, e noi del Blocco dello Scrittore lo sappiamo fin troppo bene.
Siamo qui proprio per questo! Per aiutarti a finire quel romanzo che stai tenendo nel cassetto da troppo tempo.
Quindi che aspetti? Prendi la penna e inizia a scrivere!
E se hai bisogno di aiuto non esitare a contattarci. 😉
Domande frequenti
Qual è la differenza tra archetipi e personaggi tipo?
Gli archetipi e i personaggi tipo non sono la stessa cosa. L’archetipo rappresenta una funzione narrativa universale, come guidare il protagonista, metterlo alla prova o introdurre un cambiamento. Il personaggio tipo, invece, è una figura costruita attraverso caratteristiche ricorrenti e immediatamente riconoscibili, come il detective cinico, il vecchio saggio o il migliore amico divertente.
Un personaggio tipo può diventare prevedibile se viene scritto seguendo soltanto caratteristiche già viste. L’archetipo, invece, lascia maggiore libertà: un Mentore non deve necessariamente essere anziano, saggio e benevolo, così come un’Ombra non deve essere soltanto crudele o malvagia.
Per utilizzare bene gli archetipi del Viaggio dell’Eroe, quindi, bisogna partire dalla loro funzione e poi costruire un personaggio dotato di desideri, paure, contraddizioni e caratteristiche personali.
Gli archetipi del Viaggio dell’Eroe cambiano in base al genere narrativo?
La funzione degli archetipi rimane simile, ma il modo in cui vengono rappresentati può cambiare molto in base al genere narrativo. In un fantasy, per esempio, il Mentore può essere un mago che consegna all’Eroe un oggetto magico. In un romanzo realistico, la stessa funzione può essere svolta da un insegnante, un familiare o persino da un’esperienza negativa.
Anche l’Ombra cambia aspetto a seconda della storia. In un thriller può essere un criminale, in un romanzo sentimentale può coincidere con una paura del protagonista, mentre in un horror può essere una creatura, un trauma o una presenza soprannaturale.
Gli archetipi non dipendono quindi dall’ambientazione o dal genere, ma dalla funzione che svolgono nel percorso del protagonista. Proprio questa flessibilità permette di adattarli a storie molto diverse tra loro.
Un archetipo deve essere sempre rappresentato da un personaggio?
No, un archetipo non deve necessariamente corrispondere a un personaggio fisico. La sua funzione può essere svolta anche da un evento, un ambiente, un oggetto o un conflitto interiore.
Il Messaggero, per esempio, può essere una persona che consegna una notizia, ma anche una lettera, un incidente o una scoperta che costringe il protagonista ad agire. Il Guardiano della Soglia può essere un avversario, ma anche una legge, una prova difficile o la paura che impedisce all’Eroe di abbandonare il proprio mondo ordinario.
Allo stesso modo, l’Ombra può manifestarsi attraverso un antagonista esterno oppure rappresentare il lato più oscuro del protagonista. Ciò che conta non è la forma assunta dall’archetipo, ma l’effetto che produce sulla storia e sul percorso dell’Eroe.
Come evitare che gli archetipi del Viaggio dell’Eroe rendano i personaggi prevedibili?
Per evitare personaggi prevedibili, l’archetipo deve essere considerato come un punto di partenza e non come una descrizione completa. Stabilire che un personaggio svolge la funzione di Mentore o di Ombra indica il suo ruolo nella storia, ma non definisce automaticamente il suo carattere, il passato o le sue motivazioni.
Un Mentore può essere insicuro, egoista o poco affidabile. Un’Ombra può avere motivazioni condivisibili o voler raggiungere un obiettivo positivo attraverso mezzi inaccettabili. Anche un Alleato può tradire il protagonista, mentre uno Shapeshifter può dimostrarsi più leale di quanto sembrasse.
Per costruire personaggi originali è quindi utile aggiungere contraddizioni, desideri personali, limiti e conflitti che vadano oltre la funzione narrativa. Più il personaggio possiede una propria identità, meno apparirà come una semplice applicazione dello schema.
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