Arrivati a questa fase della storia, il tuo eroe ne ha viste di cotte e di crude, affrontando pericoli e ardue sfide.
È proprio qui che si può notare il cambiamento che ha vissuto sulla sua pelle. Cambiamento che può averlo reso migliore, più forte, oppure peggiore e più vulnerabile.
Iniziano quindi a tirarsi le fila per chiudere il cerchio e molto spesso può essere complicato capire come affrontare la via del ritorno senza risultare frettolosi, o peggio, noiosi.
Ma come sempre partiamo dal principio: cos’è la via del ritorno?
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Una volta celebrate e assorbite le lezioni e le ricompense della prova centrale, gli eroi si ritrovano di fronte ad una scelta: rimanere nel mondo straordinario oppure cominciare il viaggio di ritorno nel mondo ordinario. Sebbene il mondo straordinario abbia il suo fascino, pochi eroi decidono di restare. La maggior parte, prende la via del ritorno, tornando al punto di partenza o proseguendo il viaggio verso un luogo totalmente nuovo o una destinazione finale.
C. Vogler, Il viaggio dell’eroe – La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, Dino Audino Editore, Roma 2020, p.142
Quindi possiamo dire che la via del ritorno è un bivio in cui il tuo protagonista dovrà decidere se tornare a casa o meno.
Qualunque sia la sua decisione, questa fase è difficilmente semplice: spesso è costellata di difficoltà, ostacoli e scelte difficili. Serve a rappresentare la determinazione dell’eroe a tornare nel mondo ordinario e mettere in pratica le lezioni apprese nel corso del suo viaggio.
In altre parole, è il momento in cui gli eroi vengono strappati dalla felicità di aver superato la prova centrale e ottenuto la ricompensa, per iniziare l’ultimo viaggio verso la fine della storia, un ultimo percorso ad ostacoli.
Ma a cosa serve la via del ritorno?
Vediamolo insieme.
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Le funzioni narrative della Via del ritorno
La via del ritorno è una fase del racconto molto utile a sviluppare delle tematiche narrative che non sono da considerare secondarie. Infatti, questa fase serve a:
- Mostrare la crescita del protagonista: come abbiamo già accennato, l’eroe non è più la persona che era all’inizio. Il cambiamento può emergere in questa fase mostrando come affronta gli ostacoli o come interagisce con gli altri.
- Aumentare la posta in gioco: anche se l’eroe ha conquistato la ricompensa, potrebbe rischiare di perderla o di fallire nel portarla a compimento.
- Preparare il terreno per il climax: spesso la via del ritorno include un’ultima sfida o un momento di confronto che anticipa il gran finale.
Come strutturare la Via del ritorno
Scendendo nel dettaglio la via del ritorno può essere raccontata in diversi modi, ma ci sono alcuni elementi comuni che possono aiutarti a costruirla.
Ecco quali:
| COSA FARE | COME FARLO | ESEMPIO |
| Presentare nuovi ostacoli o nemici | L’eroe potrebbe incontrare difficoltà inaspettate: un nemico che ritorna, nuove responsabilità o addirittura dubbi interiori che lo mettono alla prova. | In Harry Potter e i Doni della Morte, dopo aver distrutto l’ultimo Horcrux, Harry deve affrontare Voldemort in un confronto finale a Hogwarts. |
| Creare un momento di fuga con la Ricompensa | Se l’eroe ha ottenuto un oggetto prezioso o una conoscenza segreta, il ritorno potrebbe essere complicato dal desiderio di altri personaggi di impossessarsene. | In Indiana Jones e i Predatori dell’Arca Perduta, la fuga con l’Arca dell’Alleanza è una sequenza densa di azione e suspense. |
| Mostrare il peso della trasformazione | L’eroe potrebbe sentirsi sopraffatto dal cambiamento interiore che ha vissuto. Questa è una grande occasione per approfondire il suo sviluppo emotivo. | In Spider-Man 2, Peter Parker si trova a dover bilanciare il suo ruolo di eroe con la sua vita personale: una lotta che definisce il suo personaggio. |
| Mostrare un momento di riflessione | Prima del climax, è utile inserire una scena in cui l’eroe rifletta su quanto ha appreso. Questo momento può servire a creare empatia con il pubblico e a rendere più significativo il finale. | Ne Il Gladiatore, Massimo riflette sulla sua vita e sul suo desiderio di riunirsi alla sua famiglia nell’aldilà. |
Possiamo quindi dire che la via del ritorno è molto più di una semplice transizione verso il finale: è un momento cruciale in cui il tuo eroe mostra davvero chi è diventato.
Se gestita bene, può rendere il climax ancora più emozionante e dare una conclusione meritevole alla tua storia.
Inizia a scrivere!
Sei arrivato alla fine della guida, e ora puoi iniziare a immaginare la via del ritorno! 😉
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Domande frequenti
Qual è la differenza tra via del ritorno e ritorno con l’elisir?
La via del ritorno e il ritorno con l’elisir sono due tappe diverse del viaggio dell’eroe. La via del ritorno arriva dopo la ricompensa e rappresenta il momento in cui il protagonista deve rimettersi in movimento, affrontando le conseguenze di ciò che ha ottenuto.
Il ritorno con l’elisir, invece, è la conclusione del viaggio. È il momento in cui l’eroe torna nel mondo ordinario portando con sé ciò che ha conquistato: una soluzione, una verità, una nuova consapevolezza o un cambiamento utile anche agli altri. La via del ritorno prepara la fine; il ritorno con l’elisir mostra il risultato finale della trasformazione.
La via del ritorno deve sempre riportare il protagonista a casa?
No, la via del ritorno non deve per forza riportare fisicamente il protagonista a casa. Il termine “ritorno” indica soprattutto un movimento narrativo: l’eroe si avvia verso la fase conclusiva della storia e deve fare i conti con ciò che ha conquistato, perso o scoperto.
In alcune storie questo ritorno coincide con un vero viaggio verso il luogo di partenza. In altre, invece, può essere un ritorno simbolico: il protagonista torna ad affrontare una relazione, una responsabilità, una verità o un conflitto lasciato in sospeso. Ciò che conta è che la storia inizi a chiudere il cerchio.
La via del ritorno può contenere una nuova sconfitta?
Sì, la via del ritorno può contenere una nuova sconfitta. Dopo la ricompensa, il protagonista può credere di aver superato la parte più difficile, ma spesso la storia gli presenta un ultimo ostacolo, una perdita o una conseguenza inattesa.
Questa sconfitta non deve sembrare un semplice rallentamento. Deve aumentare la tensione e preparare il climax, mostrando che la ricompensa non basta ancora a risolvere tutto. In questo modo, la via del ritorno diventa una fase attiva, non una pausa tra la prova centrale e il finale.
Come evitare che la via del ritorno sembri solo una transizione?
Per evitare che la via del ritorno sembri solo una transizione, è importante darle un conflitto chiaro. Il protagonista non dovrebbe semplicemente spostarsi da un punto all’altro della trama, ma affrontare le conseguenze della prova centrale e della ricompensa ottenuta.
Una buona via del ritorno mostra che qualcosa è cambiato, ma che il percorso non è ancora concluso. Può introdurre un inseguimento, una decisione difficile, una perdita, un dubbio o una nuova minaccia. L’obiettivo è far percepire al lettore che la storia si sta avvicinando al suo momento più decisivo.
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