Con “struttura narrativa” ci riferiamo all’ossatura invisibile di ogni racconto. Quel processo più logico che creativo, in grado di dare ritmo, senso e coerenza a tutto ciò che accade nelle pagine.
È ciò che permette a ogni libro di tenere il lettore incollato fino alla fine.
In termini semplici, dunque, è il modo in cui scegli di organizzare e presentare gli eventi seguendo il comportamento tipico degli storici: secondo i principi di causa ed effetto.
Per essere ancora più chiari, la struttura narrativa non riguarda cosa accade – in quel caso parliamo di trama o plot -, ma in che modo accade e in quale ordine.
Quindi, banalmente, la trama risponde alla domanda “Cosa succede?”; la struttura narrativa, invece, è la mappa che disegni per guidare il tuo lettore.
Ad esempio: puoi raccontare la tua storia partendo dalla fine, usare i flashback, o seguire un ordine cronologico.
Basta sapere che quest’ordine strutturale determinerà il ritmo, la tensione e l’impatto emotivo.
I metodi principali
Nel tempo si sono susseguiti diversi modelli e possiamo affermare che tutti sono utili. Il più conosciuto – e ancora il più usato – è la struttura in tre atti, resa celebre già dal teatro greco e poi dal cinema.
Come si compone?
Molto semplice:
- Primo atto – Introduzione: presentiamo il mondo, i personaggi e il conflitto iniziale come motore della storia;
- Secondo atto – Conflitto: l’eroe affronta ostacoli, fallimenti e prove sempre più difficili;
- Terzo atto – Risoluzione: culmina nel climax e nella trasformazione finale, ovvero, l’eroe si merita tale appellativo per aver portato a termine con successo il suo viaggio.
Accanto a questa esistono tante altre forme come la Piramide di Freytag, che divide la storia in cinque fasi (esposizione, ascesa, climax, azione calante e risoluzione) o la struttura in medias res: quel tipo di storia che decide di distruggere i principi della narrativa.
In questo caso, la narrazione inizia nel pieno dell’azione e svela il contesto solo in seguito con un sapiente utilizzo di flashback e flashforward.
Infine, citiamo la Struttura Circolare, in cui il protagonista torna al punto di partenza ma totalmente trasformato. Il tipo di narrazione proposto dal Viaggio dell’Eroe di Cristopher Vogler, che approfondiremo nel prossimo paragrafo.
Il Viaggio dell’Eroe: la struttura più utile
Nel corso degli anni, ci siamo imbattuti nel Viaggio dell’Eroe e abbiamo scoperto che è quello che porta più risultati sia a noi che agli scrittori che decidono di lavorare al nostro fianco.
Parliamo del modello più amato dagli sceneggiatori (più che dagli scrittori di prosa) e che è stato elaborato da Joseph Campbell e poi adattato da Christopher Vogler.
È una struttura in dodici tappe, in grado di raccontare in maniera particolareggiata non solo un percorso esterno, ma anche una trasformazione interiore.
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Ora che abbiamo terminato i brevi quanto importanti cenni teorici, non ci resta che mettere le mani in pasta scegliendo, di fatto, la struttura narrativa più utile alla tua storia.
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Come scegliere (o creare) la tua struttura: il momento di prendere in mano la penna
Come abbiamo sottolineato all’inizio di questo articolo, ogni storia ha bisogno di una sua architettura per poter stare in piedi, evitare blocchi creativi e coinvolgere il lettore dalla prima all’ultima pagina.
Tuttavia non esiste un modello “giusto” in senso assoluto: esiste quello più adatto al tono, al genere o al tipo di esperienza che vuoi creare.
Ecco alcuni consigli pratici per iniziare con il piglio giusto:
- parti dal messaggio: cosa vuoi far provare o capire al tuo lettore?;
- lasciati ispirare dal tuo personaggio: la sua evoluzione determinerà non solo la forma, ma anche la potenza della storia;
- sperimenta: tutte le strutture narrative ti danno una bussola, ma non costituiscono un vincolo rigido. A volte un racconto funziona proprio perché rompe la struttura classica. Pensa a molti dei film di Nolan, ad esempio.
Quindi, in estrema sintesi, le strutture qui proposte non sono una gabbia, ma un trampolino che serve a sostenere la libertà creativa per evitare il blocco dello scrittore.
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Domande frequenti
Chi ha inventato la struttura narrativa?
La struttura narrativa non è stata inventata da una sola persona, ma studiata e sviluppata nel tempo da filosofi, scrittori e teorici della narrazione. Uno dei primi a analizzarla fu Aristotele, che nella Poetica descrisse la divisione tra inizio, sviluppo e conclusione. Nel tempo, autori e studiosi hanno elaborato modelli più complessi, come il viaggio dell’eroe o la struttura in tre atti.
Come è composto un racconto?
Un racconto è composto da diversi elementi fondamentali: personaggi, ambientazione, conflitto, trama e conclusione. Di solito la narrazione segue una struttura con un inizio che introduce la situazione, una parte centrale in cui si sviluppa il conflitto e un finale che porta a una trasformazione o a una risoluzione della storia. Se vuoi approfondire l’argomento ti consigliamo di leggere il nostro articolo Come scrivere un libro.
Cos’è il livello di narrazione?
Cosa sono le forme narrative?
Le forme narrative sono i diversi modi attraverso cui una storia può essere raccontata. Tra le principali ci sono il romanzo, il racconto breve, la fiaba, il diario, l’epistolare e la sceneggiatura. Ogni forma narrativa ha caratteristiche specifiche legate alla struttura, al linguaggio e al modo in cui vengono presentati personaggi ed eventi.
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