La ricompensa è una delle fasi più importanti nel viaggio dell’eroe, e saperla costruire con cura è fondamentale per mantenere alta l’attenzione del lettore e dare al protagonista (e al pubblico) un attimo di respiro dopo le prove più difficili.

Vediamo insieme cos’è questa fase, come funziona e come puoi usarla al meglio nella tua storia.

Partiamo dalla definizione:

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Incontrare la morte è un grande evento e avrà sicuramente delle ripercussioni. Quasi sempre, per un certo periodo di tempo, l’eroe sarà riconosciuto o ricompensato per essere sopravvissuto alla morte o a un’importante prova. Scampare a una crisi genera molte possibilità e la ricompensa, conseguenza della prova centrale, ha molte forme e finalità.

C. Vogler, Il viaggio dell’eroe – La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, Dino Audino Editore, Roma 2020, p.134

Possiamo quindi dire che la Ricompensa è quel momento della storia in cui l’eroe ottiene il premio tanto agognato

Si tratta di una fase di gratificazione e rappresenta il risultato delle azioni del protagonista, che ha affrontato difficoltà, superato sfide, preso decisioni e imparato lezioni cruciali.

Ma ricorda: la ricompensa non è sempre materiale

Ovviamente, può essere un oggetto concreto, ma può anche assumere diverse sembianze: può essere un’informazione, una rivelazione o una trasformazione interiore dell’eroe.

Vediamo insieme le funzioni di questa fase.

Qual è l’importanza narrativa della Ricompensa?

A livello narrativo, la ricompensa è un momento della storia da non sottovalutare, perché  assolve a diverse funzioni:

  • Premiare l’eroe: se nella tua storia egli  segue il concetto di giustizia, è naturale che riceva ciò per cui ha lottato. Se invece preferisci rappresentare il chiaroscuro della vita reale, puoi optare per una ricompensa agrodolce: può sfuggire dalle mani dell’eroe all’ultimo secondo o può essere pagata a caro prezzo.
  • Creare una pausa narrativa: dopo le intense sfide della prova centrale, la ricompensa è un momento che permette ai tuoi personaggi di riprendere fiato e riflettere sui progressi fatti fino a quel momento.
  • Preparare il terreno per il climax: sebbene sia un momento positivo, la ricompensa non rappresenta la fine del viaggio, ma spesso introduce nuove complicazioni o offre indizi per i conflitti successivi.
  • Rafforzare la crescita del protagonista: è bene che questa fase sottolinei quanto il personaggio sia cambiato e cosa abbia imparato lungo il percorso.
ricompensa foto 1

Ora che abbiamo capito cosa sia la Ricompensa, vediamo come puoi strutturarla nella tua storia

Ecco alcuni suggerimenti:

COSA FARECOME FARLOESEMPIO
Definisci chiaramente la RicompensaPrima di tutto, chiediti: qual è l’obiettivo principale del tuo protagonista? Questo obiettivo dovrebbe essere il cuore della ricompensa.Ne Lo Hobbit, Bilbo trova l’Arkenstone, simbolo della sua crescita come eroe e della riconquista del regno dei nani.
Mostra il prezzo pagatoLa ricompensa ha più valore se il lettore percepisce quanto sia costata al protagonista. Che si tratti di sacrifici personali, perdite o difficoltà affrontate, rendi evidente il prezzo del successo.In Hunger Games, Katniss guadagna la sopravvivenza per lei e Peeta, ma a costo di traumi profondi e della perdita della sua innocenza.
Dai un tocco inaspettatoUna ricompensa interessante è raramente scontata. Introduci una svolta che sorprenda il lettore, magari aggiungendo una nuova complessità.In Harry Potter e la Pietra Filosofale, Harry scopre che la vera ricompensa non è la Pietra, ma la consapevolezza di essere più coraggioso e capace di quanto avesse mai potuto immaginare.
Bilancia gratificazione e tensioneAnche se la ricompensa rappresenta una vittoria, non rendere tutto troppo semplice. Aggiungi un elemento che lasci il lettore con la voglia di sapere cosa succederà dopo.In Star Wars – Una nuova speranza, la distruzione della Morte Nera è un momento di trionfo, ma la minaccia dell’Impero persiste.

Quindi ricorda sempre: la Ricompensa è uno dei momenti più attesi della storia, e realizzarla bene può trasformare un buon racconto in una narrazione straordinaria. Fai in modo che sia significativa, sorprendente e connessa alla crescita del tuo protagonista.

Inizia a immaginare la tua Ricompensa

Ora tocca a te: qual è la Ricompensa nella tua storia? Rifletti su come costruirla al meglio e ricorda che ogni dettaglio conta. 😉

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Domande frequenti

La ricompensa deve essere sempre positiva?

No, la ricompensa non deve essere sempre positiva in senso assoluto. Nel viaggio dell’eroe, la ricompensa è ciò che il protagonista ottiene dopo aver superato la prova centrale, ma questo non significa che debba essere per forza un premio felice, semplice o privo di conseguenze.

Può essere un oggetto utile, una vittoria parziale, una nuova informazione o una maggiore consapevolezza. A volte, però, ciò che l’eroe ottiene porta con sé anche un peso: una responsabilità, una verità difficile da accettare o un cambiamento che lo costringe a guardare il mondo in modo diverso.

La ricompensa e il ritorno con l’elisir sono due momenti diversi del viaggio dell’eroe. La ricompensa arriva dopo la prova centrale: è ciò che il protagonista ottiene una volta affrontato un grande ostacolo, ma la storia non è ancora conclusa.

Il ritorno con l’elisir, invece, appartiene alla fase finale del viaggio. È il momento in cui l’eroe torna nel mondo ordinario portando con sé ciò che ha conquistato: una conoscenza, un dono, una soluzione o una trasformazione capace di cambiare non solo lui, ma anche il mondo da cui era partito.

Sì, la ricompensa può essere anche una verità dolorosa. Non tutte le conquiste narrative hanno la forma di un tesoro, di una vittoria o di un riconoscimento. A volte il protagonista ottiene una risposta che cercava, ma quella risposta lo ferisce o mette in crisi le sue certezze.

In questi casi, la ricompensa funziona perché produce consapevolezza. Anche se fa male, permette all’eroe di vedere meglio il conflitto, sé stesso o gli altri personaggi. Una verità dolorosa può diventare una delle ricompense più forti, perché prepara il protagonista alla parte finale della storia.

No, la ricompensa non deve per forza coincidere con l’obiettivo iniziale del protagonista. All’inizio della storia, l’eroe può desiderare qualcosa di concreto, superficiale o incompleto; durante il viaggio, però, può scoprire di avere bisogno di altro.

Proprio per questo, la ricompensa può essere diversa da ciò che il protagonista pensava di volere. Può ottenere una risposta invece di un oggetto, una consapevolezza invece di una vittoria, una perdita necessaria invece di un successo apparente. Quando accade, la storia mostra che il viaggio non serve solo a raggiungere un obiettivo, ma a trasformare chi lo compie.

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