Ciao, Scrittore in erba!
Oggi siamo qui per parlare di plot o, detto in italiano, di trama.
Quindi partiamo dal principio, cos’è la trama?
La trama, o plot, è l’intreccio principale del tuo racconto: tutte le vicende che il tuo eroe sarà chiamato a vivere, e in cui sono racchiuse le molteplici prove che dovrà affrontare per raggiungere la ricompensa finale.
Ma non solo, dentro la trama si nascondono numerose insidie che vengono alla luce durante la stesura. Quelle insidie, poi, possono diventare troppe da gestire, fino a portarti all’inevitabile blocco dello scrittore.
Ma la strategia più potente per superare il blocco creativo, forse è proprio quella di anticiparlo.
Ora ti starai chiedendo: “E come si anticipa?“.
Riflettendo a fondo sul tuo plot prima di iniziare a scrivere pagine su pagine. Tenendo a bada il mostro creativo dentro di te che vuole esplodere in tutta la sua potenza.
In parole povere: prima di far partire il mostro, diamogli dei binari su cui correre, riflettendo a fondo sui particolari.
Iniziamo!
Il plot: il contratto stipulato con il tuo lettore
Quello che devi sapere prima di metterti a scrivere è che la trama va a braccetto con il genere letterario e, insieme a esso, costituisce un contratto con il lettore. Durante le prime pagine, infatti, devi racchiudere la tua trama in un genere.
Qualunque esso sia, il lettore lo accetterà e si aspetterà qualcosa di specifico, ma questo vincolo non va tradito… mai! Perché è una promessa che gli stai facendo.
Se prometti mistero, dovrai offrire enigmi e risoluzioni; se prometti amore dovrà esserci almeno un legame che si sviluppa.
Ti diciamo questo perché, molto spesso, i romanzi che non convincono (o che restano incompiuti dentro al cassetto) tradiscono proprio questo iniziale patto.
Un omicidio ben architettato che si trasforma in una storia d’amore passionale, o un fantasy che diventa horror, sono proprio le il tipo di storie che fanno storcere il naso al lettore, portandolo a chiudere il libro dopo i primi capitoli.
Il primo consiglio di oggi, quindi, è: abbi le idee chiare. Sempre!
Il modo giusto di pensare al plot: questione di macro trama
Ogni buon plot parte da una macro-trama, ossia lo scheletro narrativo. Pensala come la struttura portante di un edificio: senza, non resta nulla in piedi.
E qui entra in gioco la scaletta. Lo sappiamo, è noiosa, ma ti permette di riflettere sugli avvenimenti più importanti senza lasciare nulla al caso.
Ovviamente non ti chiediamo di fare un elenco di avvenimenti lungo pagine e pagine, ma di inquadrare giusto i fondamentali, sapendo che: più preciso sarai in questa fase, meno rischierai di bloccarti in corso d’opera.
Ciò che devi fare, dunque, è pensare al tuo protagonista mettendolo all’interno della timeline della tua storia, ponendo attenzione agli avvenimenti più importanti e alle ripercussioni psicologiche o fisiche che avrà.
Quindi la domanda è: cosa succede al suo corpo e alla sua mente dopo un determinato avvenimento?
Annota tutto questo premurandoti di essere dettagliato, ma non prolisso. Poi prosegui nella lettura del nostro articolo!
Non solo di macro trama vive un romanzo
Fino a questo momento ti abbiamo parlato di macro trama (la struttura portante della tua storia) ma, prima di iniziare a scrivere, è giusto fare un passettino avanti e introdurre il concetto di micro-plot (o micro-trame), perché può esserti molto utile per evitare i blocchi.
Per non lasciare spazio al dubbio, te lo diciamo in maniera semplice: se la macro trama regge l’edificio, le sottotrame aggiungono l’arredamento dando ritmo e respiro alla storia.
Facciamo degli esempi.
Le micro trame: come tenere alta l’attenzione del lettore
Le micro trame sono dei piccoli “imprevisti” – che lo scrittore esperto deve saper utilizzare – in grado di movimentare la scena senza diventare una linea narrativa autonoma.
Troviamo fra questi anche i piccoli battibecchi, le battute di spirito, o comportamenti specifici che sono in grado di dare respiro alla trama principale, arricchendola.
Pensa a due poliziotti uniti da una forte amicizia, ma in costante competizione fra loro.
Durante i loro casi non perdono occasione per fare scommesse di ogni genere.
Questo aggiunge del pepe alla storia e ti dà modo di caratterizzare maggiormente i personaggi rendendo il racconto più vero, no?
Sono molto utili perché, se ti perdi nella main plot, hai sempre dei piccoli fili narrativi da tirare in attesa che l’illuminazione ti colga.
Ovviamente non puoi divagare diventando superfluo, ma aggiungere altra carne al fuoco serve a questo: trovare l’ispirazione per vie traverse, continuando a indagare sui tuoi personaggi!
Arrivati a questo punto avrai costruito già la tua scaletta, adesso è il momento di rielaborarla lasciando spazio a qualche arricchimento.
Il nostro secondo consiglio per evitare il blocco dello scrittore è quello di annotare almeno due o tre micro trame possibili, ma attenzione: non è necessario svilupparle tutte!
Ti serviranno semplicemente come scorte di ossigeno narrativo se durante la stesura scoprirai di avere il “fiato corto”.
Ma ora aggiungiamo un’altra freccia al tuo arco parlando di trame secondarie (o subplot).
Mettiti alla prova con i nostri esercizi!
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Le trame secondarie (o subplot): il giusto respiro per la tua storia
Le trame secondarie o subplot sono delle trame autonome che non vanno in conflitto con la trama principale, ma danno maggior respiro ai personaggi secondari o ad altri aspetti della vita del tuo protagonista.
La loro funzione è duplice: da un lato fanno conoscere meglio al lettore sia il protagonista che i personaggi secondari; dall’altro aiutano a mantenere alto l’interesse quando la trama principale rallenta o si prende una pausa.
Infatti, come avrai già intuito, se la trama principale è il cuore del tuo racconto e i micro-plot la arricchiscono, la trama secondaria espande il mondo della storia senza mai rubare la scena alla narrazione principale.
Per farti un esempio: in un thriller il detective è a un passo dal catturare il killer, ma torna a casa e si ritrova a litigare con la figlia che lo accusa di essere poco presente a casa. Ecco, questa è una sottotrama che può essere più o meno espansa dando spazio a un personaggio secondario, ossia la figlia del detective.
Questa tecnica, se usata con parsimonia e in maniera corretta, renderà il lettore incapace di staccarsi dal tuo libro finché non sarà arrivato all’ultima pagina.
L’unico “segreto” da sapere sulle sottotrame è che devono essere coerenti con il tono della trama principale (sottotrama drammatica per libro drammatico) o in netto contrasto (sottotrama comica per libro drammatico).
L’importante è che non vadano mai fuori contesto. Ci spieghiamo meglio: un romanzo in cui un detective cerca un killer non potrebbe mai avere come sottotrama un avvistamento alieno, altrimenti verrebbe violato il contratto stipulato col lettore di cui abbiamo parlato a inizio articolo.
Il lettore, in questo esempio specifico, si aspetta omicidi e, magari (ma non per forza) qualche risata per smorzare il tono. Di certo non omini verdi!
Arrivati a questo punto ti abbiamo detto tanto, quindi ti cediamo la penna…
Adesso tocca a te!
Con la lettura di questo articolo hai ottenuto tre strumenti potenti da tenere sempre in tasca:
- Macro-trama: la struttura portante, gli eventi fondamentali che non possono mancare.
- Micro-trame: piccoli conflitti, episodi o dinamiche che aggiungono pepe alla narrazione.
- Sottotrame: linee narrative secondarie che approfondiscono personaggi e danno respiro alla storia.
Vuoi evitare il blocco dello scrittore utilizzandole sapientemente? Ecco tre domande pratiche a cui rispondere prima di iniziare:
- Che promessa sto facendo al lettore?
- Quali sono i tre eventi fondamentali della trama principale?
- Quali micro-trame e sottotrame possono arricchire la mia storia senza farle perdere coerenza?
Scriviti le risposte e tienile sempre davanti a te mentre lavori insieme alla scaletta dettagliata che hai preparato.
Così, quando il mostro creativo cercherà di ribellarsi, avrà comunque dei binari su cui correre.
E tu potrai scrivere con più libertà, senza il timore di perderti per strada.
Ma ecco l’esercizio che ti consigliamo di svolgere, giusto per ricapitolare:
- crea una timeline (scaletta) degli eventi più importanti in cui si troverà il tuo protagonista;
- indica eventuali cambiamenti fisici o mentali che scaturiscono dagli avvenimenti;
- espandi la tua timeline inserendo due o tre micro-plot, utili a rafforzare la storia;
ragiona su una sottotrama; - scrivi le prime 15 pagine del tuo libro.
Infine, continua a leggere gli guide del Blocco dello Scrittore per essere sempre un passo avanti al blocco creativo!
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