Ciao, aspirante scrittore!
Se ti affascinano mondi incantati, antiche profezie e creature leggendarie, sei nel posto giusto: il fantasy è il territorio dove immaginazione e mito si incontrano, e dove ogni storia parla (in un modo o nell’altro) di coraggio, destino e trasformazione.
Infatti, queste avventure ci trasportano in mondi immaginari, dove la realtà lascia spazio alla magia, al mito o al soprannaturale e, a differenza di altri generi, il fantasy non teme l’impossibile: è il regno dell’immaginazione assoluta, dove tutto può accadere, a patto che risulti ben congegnato.
Può ambientarsi in un medioevo alternativo, in una metropoli contemporanea piena di misteri o persino nello spazio: ciò che conta è la presenza di un elemento magico o sovrannaturale che cambia le regole del mondo.
Però, prima di iniziare a immaginare draghi, regni nascosti e amuleti magici, è utile capire da dove nasce il genere fantasy e quali caratteristiche lo rendono unico rispetto a tutti gli altri.
In questo articolo faremo un viaggio tra origini, struttura, temi ricorrenti e sottogeneri con qualche spunto utile anche per chi sogna di scrivere la propria avventura. 😉
Fantasy: nascita e struttura ricorrente
Il fantasy moderno nasce con autori come George MacDonald e William Morris, e trova la sua consacrazione con J.R.R. Tolkien, ma le sue radici affondano in un passato ben più remoto, ossia nei miti, nelle leggende e nel folclore. Ogni civiltà ha raccontato storie di dèi, eroi e mostri, ed è proprio da lì che nasce il bisogno di creare universi fantastici.
Ma c’è una cosa che non è mai cambiata dagli albori di questo genere: la sua struttura archetipica che continua ad affascinare milioni di lettori in tutto il mondo.
Cosa intendiamo con struttura archetipica?
Intendiamo quei temi ricorrenti in ogni storia, che partono tutti dallo stesso perno centrale: un viaggio il cui scopo finale è la trasformazione dell’eroe.
Questo motore centrale narrativo, che viene chiamato Viaggio dell’Eroe, è presente in tutte le storie, antiche e contemporanee, ed è ancora più evidente nel genere fantasy.
Infatti, in quasi tutte le storie, il protagonista parte da una situazione di apparente normalità e si trova costretto ad affrontare una serie di prove che lo cambiano nel profondo.
Nel fantasy questa fase è ancora più netta, perché molto spesso il protagonista viene strappato dal suo mondo ordinario, per ritrovarsi in uno straordinario che è completamente diverso dal suo. Si assiste nella maggior parte dei casi a uno sbigottimento del personaggio centrale, che si ritrova catapultato in qualcosa di molto più grande di lui.
Non a caso, uno degli aspetti interessanti del fantasy moderno – a differenza di quello classico – è che i protagonisti non sono più principi o guerrieri, ma orfani, emarginati, apprendisti o persone comuni che si ritrovano a dover salvare il proprio mondo dal male, o con una bella profezia sulle spalle. Come esempio possiamo prendere Frodo, un tranquillo Hobbit della Contea che si ritrova ad intraprendere un viaggio lunghissimo verso Mordor per salvare la Terra di Mezzo; oppure Harry Potter, che finisce ad Hogwarts, ignaro di essere oggetto della profezia che ha cambiato per sempre il mondo magico.
Il cuore del fantasy sta proprio qui: nel cambiamento di quel personaggio comune che, posto davanti all’impossibile, trova dentro di sé la scintilla per trasformarsi e diventare un eroe.
Il protagonista, dunque, inizia la sua avventura con delle caratteristiche ben definite, ma alla fine del viaggio è una persona completamente diversa, che ha affrontato sfide inimmaginabili ed è tornato vittorioso e, per farlo, ha dovuto cambiare se stesso.
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Temi ricorrenti nel fantasy
Dietro a battaglie epiche, incantesimi e profezie si nasconde l’anima più profonda del genere: quella che parla delle nostre paure, dei nostri desideri e delle domande che il genere umano si pone dalla notte dei tempi.
Perché ogni fantasy è sì ambientato in un mondo fantastico ma, in fondo, non è altro che una riflessione sul senso dell’esistenza, mascherata da avventura e animata da temi universali.
Il fantasy ci invita a guardarci dentro attraverso mondi fantastici: ci mostra il coraggio che non sappiamo di avere, la fragilità che fingiamo di ignorare, il confine sottile tra luce e oscurità che attraversa ogni essere umano. È questo equilibrio, continuamente messo alla prova, che rende questo genere un linguaggio eterno, capace di parlare a tutte le età e culture.
Ma tornando a noi, ecco un elenco dei temi più ricorrenti e simbolici del fantasy, che potresti esplorare nel tuo romanzo:
- destino e libero arbitrio: molti protagonisti iniziano la loro storia con una profezia che li riguarda, ma il vero conflitto non è contro il fato, bensì contro la sensazione di esserne prigionieri. Questo tema vuole rispondere a una domanda universale: “siamo davvero padroni del nostro cammino, o solo pedine di una trama più grande?”;
- crescita personale: ogni viaggio fantastico è, in fondo, una parabola di crescita. L’eroe parte ingenuo, spaventato, incerto, e si trasforma grazie alle prove che incontra. Il mostro da sconfiggere non è solo reale ed esterno, ma anche dentro l’eroe stesso: la paura di fallire, la tentazione di rinunciare, il ricordo di chi si era prima di partire;
- conflitto tra bene e male: nel fantasy classico, il male è incarnato in creature oscure, tiranni o poteri distruttivi, ma nelle narrazioni più moderne il confine si sfuma e diventa parte integrante dell’essere umano. In questo contesto non è solo la lotta contro il nemico l’ostacolo più difficile, ma anche la guerra con ciò che si annida dentro di sé;
- potere e corruzione: che si tratti di magia, conoscenza o dominio politico, il potere nel fantasy è quasi sempre una forza ambivalente che può redimere o distruggere, a seconda di chi la impugna. Molti eroi scoprono che il vero pericolo non è perdere una battaglia, ma perdere sé stessi nel momento in cui ottengono il potere;
- amore e sacrificio: non importa se romantico, fraterno o spirituale, l’amore nel fantasy è sempre una forza trasformatrice ed è la motivazione che spinge l’eroe a combattere, cambiare e, se necessario, sacrificarsi.
Possiamo quindi dire che il fantasy è una lente d’ingrandimento mitica attraverso cui leggere il mondo: narrarlo significa imparare a dare forma visibile all’invisibile e a trasformare emozioni, paure e speranze in simboli, luoghi e personaggi che resteranno per sempre impressi nella mente e nel cuore del tuo lettore.
I principali sottogeneri fantasy
Infine, ti vogliamo parlare dei principali sottogeneri del fantasy. Ne esistono moltissimi che possono essere più o meno in linea con la storia che vuoi scrivere. 😉
Ti lasciamo un elenco, da cui puoi prendere ispirazione:
- high fantasy: si svolge in un “mondo secondario” completamente immaginario, con proprie leggi, popoli, magie e tradizioni (es. Il Signore degli Anelli).
- urban fantasy: qui la magia convive in un contesto molto vicino al mondo reale. Questo sottogenere è infatti caratterizzato da città contemporanee, ambienti familiari, ma con creature soprannaturali, magie nascoste o realtà parallele che coesistono con la quotidianità (es. Shadowhunters, Harry Potter).
- dark fantasy: è caratterizzato da atmosfere cupe, temi di corruzione, mostri interiori e ambiguità morale. Il soprannaturale non è solo meraviglia, ma molto più spesso una minaccia o un incubo (es. The Witcher).
- romance fantasy: in questo sottogenere il cuore della storia non è solo la missione o la battaglia ma, soprattutto, una relazione amorosa, immersa in un contesto fantastico (es. Twilight).
- science fantasy: è il punto d’incontro tra fantascienza e magia, ambientato spesso in mondi futuristici dove tecnologia e forze sovrannaturali convivono (es. Star Wars).
Una precisazione: questi sottogeneri non sono categorie rigide in cui buttare la tua storia, ma sono indicazioni utili per capire in che direzione muoverti, quali convenzioni puoi sfruttare e quali puoi infrangere.
E ricorda sempre: quando scegli il tuo sottogenere, stai decidendo tono, pubblico, struttura e persino aspettative del lettore, quindi scegli attentamente la tua strada, perché una volta iniziato il percorso tradire le aspettative è molto rischioso!
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Per il resto, buona scrittura! 🙂
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