Nell’immaginario comune, l’eroe assume spesso le sembianze di un glorioso paladino, senza macchia e senza paura, avvolto da un’aura dorata e luccicante. Una persona disposta a sacrificare se stessa, con caratteristiche superiori: giustizia morale, fedeltà agli ideali, coraggio e tutti quegli attributi positivi che la elevano rispetto alla massa.
Infatti, se andiamo a cercare la definizione canonica di eroe troviamo questo:
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La parola “eroe” viene dal greco e la radice significa “proteggere e servire”. Un eroe è qualcuno disposto a sacrificarsi per gli altri, come un pastore che sacrifica i propri bisogni per proteggere e servire il gregge. Il concetto di eroe è connesso all’abnegazione.
C. Vogler, Il viaggio dell’eroe – La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, Dino Audino Editore, Roma 2020, p.29
Questa è la versione più antica dell’eroe, passato attraverso Ercole, Ulisse e Re Artù, fino a giungere ai giorni nostri in versioni ben diverse da quelle iniziali.
Gli eroi della mitologia si mescolavano con il soprannaturale, sia che l’avessero nelle vene, come Ercole, sia che ci si dovessero scontrare come Ulisse. La magia e gli dèi erano elementi vivi e reali nelle prime società umane, quindi anche gli eroi incarnavano queste primitive credenze.
Ci sono voluti secoli, perché la magia venisse lentamente sostituita dalla scienza, e la figura dell’eroe si è adattata di conseguenza.
Sono nati così i supereroi come Superman, Capitan America o Spiderman, eroi canonici in cui però la magia è scomparsa, per essere sostituita da “ragionevoli mutazioni” o da spiegazioni extraterrestri.
L’archetipo dell’eroe, quindi, seppur sia sempre lo stesso, si adatta seguendo le variazioni della società umana: non a caso durante l’estremo capitalismo sono nati Iron Man e Batman, il cui unico “superpotere” è quello di essere ricchi.
Poi negli anni ‘90, quando tutto il mondo stava cambiando a una velocità folle, sono arrivati Deadpool e Neo: il primo per ricordarci che forse è meglio non prendersi troppo sul serio, e l’altro come monito di un futuro sempre meno comprensibile e prevedibile.
Ma in sostanza, che sia senza macchia e senza paura, super intelligente, irritante o oscuro, l’eroe rimane sempre fedele a se stesso, nonostante la sua natura cambi seguendo i tempi in cui nasce.
Quindi il punto è proprio questo: l’archetipo dell’eroe è solo una base che cambia e si adatta alla storia di cui è protagonista.
Allora qual è la vera essenza dell’eroe?
Le funzioni dell’eroe
“Non è tanto chi sono, quanto quello che faccio che mi qualifica“.
Proprio come dice il Batman di Christian Bale, l’eroe non è un eroe in quanto tale ma lo è per quello che fa, o ancora meglio, per le funzioni che assolve durante la storia.
In particolare, l’archetipo dell’eroe ha cinque funzioni ben definite che ora vediamo insieme.
L’identificazione con il pubblico
La prima funzione dell’eroe, dato che è il protagonista della storia, è quella di far identificare il lettore.
Noi scopriamo un nuovo mondo e una nuova storia attraverso i suoi occhi, ci ritroviamo a fare il tifo per lui e a vedergli cucite addosso delle caratteristiche simili alle nostre.
Infatti, per riuscire a far avvenire questo processo di identificazione, bisogna costruire un personaggio dal carattere universale (con cui chiunque può identificarsi) ma allo stesso tempo unico.
Inoltre, gli eroi devono essere spinti da bisogni comprensibili a tutti: Katniss Everdeen vuole sopravvivere, Harry Potter vuole sentirsi amato e Batman vuole vendicare la morte dei genitori.
Come esempi ho usato protagonisti molto diversi tra loro in cui probabilmente il più “puro di cuore” – ossia quello che più rispecchia l’archetipo classico – è Harry, ma questo non significa che Katniss o Batman siano eroi riusciti peggio, anzi, forse è proprio l’opposto.
Questo perché essi devono avere delle caratteristiche universali positive, ma anche dei difetti per essere credibili e veri. Il rischio, in caso contrario, è quello di creare uno stereotipo.
Ogni storia, così come ogni eroe, ha quindi bisogno di universalità e originalità, altrimenti si finisce per descrivere superuomini o superdonne senza difetti, che finiscono per essere terribilmente noiosi e prevedibili.
Ogni personaggio deve quindi essere autentico, vero e, a maggior ragione, deve esserlo il protagonista.
Hai difficoltà nella creazione del tuo eroe?
Esci dallo stallo grazie alla lettura del nostro articolo correlato: Come creare un personaggio – La caratterizzazione del protagonista.
All’interno troverai un video di approfondimento correlato.
La crescita
Un’altra funzione dell’eroe è quella di imparare e crescere: ogni eroe parte dal suo mondo ordinario, in cui sa muoversi e di cui conosce le regole, per poi ritrovarsi in un mondo straordinario, in cui deve affrontare sfide e superare ostacoli.
In parole povere, ogni eroe all’inizio della storia ha alcune caratteristiche e capacità che alla fine della stessa cambiano o migliorano, facendolo diventare così una persona diversa.
Infatti, di norma è proprio l’eroe il personaggio che più cambia in una storia, attraverso le prove che deve superare.
Un esempio lampante di crescita lo possiamo trovare nel film di animazione Le follie dell’Imperatore.
All’inizio della storia Kuzco è un ragazzo egoista e viziato, che vuole costringere una famiglia a lasciare la propria casa per poter costruire la sua nuova piscina.
Ma dopo aver affrontato la metamorfosi in un lama, Kuzco cambia: l’avventura lo porta a scontrarsi con il mondo all’esterno del suo palazzo, facendolo crescere e maturare, e trasformandolo in una persona migliore.
Questa è la vera e propria essenza dell’eroe: diventare una persona migliore alla fine della storia.
Compiere azioni
La terza funzione dell’eroe è quella di compiere azioni: è infatti l’eroe a compiere quei gesti e quelle scelte che portano avanti la storia. Non a caso è anche il personaggio più attivo della narrazione.
Ma non si tratta solo di azioni secondarie, l’eroe è colui che compie l’azione decisiva: è lui che si assume il rischio e le responsabilità maggiori.
Il sacrificio
Una caratteristica peculiare degli eroi è infatti quella del sacrificio: gli eroi sono spesso disposti a rinunciare a qualcosa di prezioso, perfino alla propria vita, per un ideale o per il bene della propria comunità.
Un esempio può essere Katniss, che si offre volontaria al posto di Prim negli Hunger Games, mettendo in pericolo la sua vita per salvare quella della sorella.
Però, il sacrificio non deve essere inteso solo come rischiare la propria vita, ma è proprio la volontà di rinunciare a qualcosa per il bene degli altri.
In Shakespeare in Love ad esempio, il poeta rinuncia alla sua amata: i due, appartenenti a due classi sociali diverse, non avrebbero mai potuto sposarsi, quindi Shakespeare rinuncia a Viola, per permetterle di avere una vita socialmente accettata e non diventare una reietta.
Il sacrificio può quindi assumere diverse valenze, materiali e non, ma deve sempre essere una rinuncia sofferta.
Affrontare la morte
Infine, l’ultima funzione che l’eroe deve compiere in una storia è quella di affrontare la morte. Questo non significa che deve morire, ma che si deve scontrare con una minaccia di morte o morte simbolica, sotto forma di avventura o fallimento.
L’eroe può anche morire e rinascere letteralmente, proprio come accade a Harry Potter, oppure morire in maniera eroica, come John Miller in Salvate il soldato Ryan.
Insomma: che sia effettiva o no, la morte deve incontrare l’eroe, ed egli deve avere la forza di affrontarla, assumendosi le conseguenze della sua scelta.
Come ideare il tuo Eroe
Sei arrivato alla fine della guida e ora puoi iniziare a immaginare l’eroe della tua storia! 😉
Se non sai da che parte iniziare, ti rimandiamo a Come creare un personaggio: un articolo pensato per aiutarti a descrivere e dare vita ai tuoi personaggi.
Per il resto… ci vediamo nel prossimo contenuto!
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Domande frequenti
Che qualità deve avere un eroe?
Un eroe narrativo deve avere innanzitutto un obiettivo importante da raggiungere e una motivazione abbastanza forte da spingerlo ad agire. Non deve essere necessariamente coraggioso, altruista o moralmente perfetto fin dall’inizio: spesso sono proprio le sue paure, le sue debolezze e le sue contraddizioni a renderlo credibile.
Una delle qualità più importanti dell’eroe è la capacità di cambiare. Nel corso della storia affronta ostacoli che mettono alla prova le sue convinzioni e lo costringono a prendere decisioni difficili. Il suo valore non dipende quindi dall’assenza di paura, ma dalla scelta di agire nonostante la paura e di assumersi le conseguenze delle proprie azioni.
Un eroe efficace deve inoltre avere qualcosa da perdere. Più il rischio è personale e significativo, più il lettore sarà coinvolto nel suo percorso.
Chi è l’eroe moderno?
L’eroe moderno è un personaggio complesso, imperfetto e spesso lontano dall’immagine tradizionale dell’individuo forte e senza esitazioni. Può avere paure, traumi, difetti morali e momenti di debolezza, ma viene comunque chiamato ad affrontare un conflitto e a compiere delle scelte.
A differenza dell’eroe classico, che spesso incarna valori condivisi come il coraggio, l’onore o il sacrificio, l’eroe moderno può mettere in discussione la società, le regole e perfino il proprio ruolo. Non combatte necessariamente per salvare il mondo: può cercare di proteggere una persona, comprendere sé stesso, riparare a un errore o sopravvivere a una situazione difficile.
Ciò che lo rende eroico non è la perfezione, ma il percorso di trasformazione che affronta e la responsabilità che decide di assumersi.
Qual è il contrario dell’eroe?
Nel linguaggio comune, il contrario dell’eroe potrebbe essere il cattivo o l’antagonista. Dal punto di vista degli archetipi narrativi, però, la figura che rappresenta il suo opposto è spesso l’Ombra.
L’Ombra incarna ciò che l’eroe teme, rifiuta o non vuole riconoscere dentro di sé. Può essere rappresentata da un antagonista esterno, ma anche da una debolezza, un trauma, un desiderio represso o una parte oscura della personalità del protagonista.
Eroe e Ombra, quindi, non sono sempre completamente separati. Spesso condividono caratteristiche, ferite o obiettivi simili, ma scelgono strade differenti. L’Ombra mostra ciò che l’eroe potrebbe diventare se cedesse alle proprie paure o rinunciasse ai propri valori.
Vuoi approfondire l’argomento? Leggi la nostra guida completa dedicata all’archetipo dell’Ombra: il cattivo della narrazione.
Quali tipi di eroe esistono?
Esistono diversi tipi di eroe, che si distinguono per personalità, motivazioni e rapporto con il conflitto. L’eroe classico è coraggioso, determinato e disposto a sacrificarsi per un bene superiore. L’eroe riluttante, invece, inizialmente rifiuta la missione perché ha paura, si sente inadeguato o non vuole assumersi nuove responsabilità.
L’eroe tragico possiede una debolezza o commette un errore che contribuisce alla sua caduta. L’eroe solitario affronta il proprio percorso mantenendo le distanze dagli altri, mentre l’eroe collettivo divide il ruolo centrale con un gruppo di personaggi che condividono lo stesso obiettivo.
Tra le figure più diffuse nella narrativa contemporanea troviamo anche l’antieroe. È un protagonista privo di alcune qualità tradizionalmente associate all’eroismo: può essere egoista, cinico, moralmente ambiguo o disposto a utilizzare metodi discutibili. Nonostante questo, conserva un obiettivo e un conflitto capaci di coinvolgere il lettore, che può comprenderne le motivazioni anche senza approvarne tutte le azioni.
Vuoi saperne di più su questa figura? Leggi la nostra guida completa sull’Antieroe: quando l’eroe perde la sua ingenuità.
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