Se sei arrivato su questa pagina molto probabilmente hai tantissime idee in testa, come le storie, i luoghi e i personaggi, ma non sai da che parte iniziare e, fissando malinconico la pagina bianca ti domandi: “Come scrivere un libro?”
Oppure sei uno di quelli che inizia a scrivere di getto, ma una volta finito lo sprint iniziale ti ritrovi a pensare “e ora?”. O, ancora peggio, rileggi tutti i capitoli e li cancelli, perché non assomigliano neanche lontanamente a come te li eri immaginati.
Ti sei mai ritrovato in una di queste situazioni?
Se la risposta è sì, non temere… sei nel posto giusto!
Consigli Pratici
Per prima cosa è bene capire che tipo di storia vuoi scrivere. Sapere con fermezza il genere letterario che vuoi trattare è molto utile, perché ti aiuta a capire gli elementi ricorrenti e identificarli nella tua storia.
Ad esempio, se si trattasse di un romanzo poliziesco quali sono i cardini per scrivere una bella storia?
Prima di andare avanti prova a identificarne almeno 5.
Continua a leggere appena hai fatto. 🙂
Noi abbiamo trovato questi:
- il protagonista è un investigatore: che sia un poliziotto, un MIB di stampo americano o un investigatore privato non fa differenza;
- c’è sempre un legame affettivo per il protagonista: che sia un tipo solitario o no, il nostro investigatore ha (o ha avuto e perso tragicamente) qualcuno che ama;
- un omicidio irrisolto o una serie di omicidi irrisolti;
- il killer o il serial killer;
- la storia e la psicologia dietro gli omicidi del killer.
Avevi appuntato le stesse cose?
Se hai scritto qualcosa di diverso, va bene lo stesso, ma siamo sicuri che almeno uno dei punti lo abbiamo in comune…
Capisci dove vogliamo andare a parare?
Ogni genere ha dei suoi leitmotiv: una parola figa per dire che tutte le storie poggiano sulle stesse basi e sullo stesso schema.
Una struttura ricorrente che esiste dall’alba dei tempi, da quando i menestrelli cantavano le imprese degli eroi nei palazzi dei potenti di turno.
Questa struttura è arrivata fino ai giorni nostri ed è conosciuta come “il viaggio dell’eroe“.
Ma vediamo di cosa si tratta.
Il viaggio dell’eroe: la struttura ricorrente
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In fondo, nonostante le sue infinite variazioni, la storia dell’eroe è sempre un viaggio: l’eroe lascia la propria tranquillità quotidiana per avventurarsi in un mondo sconosciuto che lo mette alla prova. Può trattarsi di un viaggio vero e proprio verso un luogo reale […] ma ci sono storie in cui il viaggio dell’Eroe è interiore. […] In ogni storia che si rispetti, l’Eroe cresce e cambia, facendo un viaggio dentro di sé, […] sono proprio questi viaggi emotivi che avvincono il pubblico e rendono la storia interessante..
C. Vogler, Il viaggio dell’eroe – La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, Dino Audino Editore, Roma 2020, p.16
Questo è ciò che afferma Christopher Vogler nel suo libro Il Viaggio dell’Eroe, che è diventata una Bibbia per scrittori e sceneggiatori: una cassetta degli attrezzi da cui attingere quando non si sa come far progredire la propria storia, ma anche un’utile ispirazione per iniziarne una.
In questa guida non affronteremo nel dettaglio la figura del protagonista, che invece puoi trovare approfondita in questo articolo, ma ne prenderemo spunto per capire come fare i primi passi.
Ora veniamo al dunque.
Hai letto l’estratto di Vogler?
Hai capito che cosa intende?
Alla fine lui la fa semplice: ogni storia è il viaggio dell’eroe, che sia interno o esterno non fa differenza, l’importante è che durante di esso il nostro protagonista cambi.
Però fai attenzione: non è detto che debba cambiare sempre in meglio, può anche essere una discesa nell’abisso e il nostro eroe, alla fine della storia, può benissimo trasformarsi in un’ombra, nel cattivo della storia.
Un esempio?
Se menzioniamo Darth Vader che temine useresti? Antagonista, forse?
E se invece usiamo Anakin Skywalker?
La situazione cambia, vero? Eppure è esattamente la stessa persona.
Infatti, ciò che ci trae in inganno è la temporalità di come sono stati rilasciati i film: 4-5-6 e poi 1-2-3.
Se invece guardassimo Star Wars in ordine cronologico, avremmo l’esempio lampante di come un eroe diventi, per amore e superbia, l’antagonista nella trilogia successiva, per poi redimersi nel finale per amore dei figli.
Una nuova visuale, che magari ti porta a empatizzare anche con quella maschera nera, spietata e priva di emozioni che viene presentata così bene in Star Wars – Una nuova speranza.
Quindi come iniziare questo viaggio dell’eroe? Come scegliere da dove partire?
Vogler parla di un mondo ordinario da cui l’eroe parte, per ritrovarsi poi in un mondo straordinario.
Vediamo insieme cosa vuol dire.
Mondo ordinario e mondo straordinario
Il mondo ordinario è il luogo di partenza dell’eroe: un mondo che conosce, a cui è abituato, in cui sa perfettamente come muoversi e qual è il suo posto. Poi, in seguito a un evento scatenante denominato chiamata all’avventura, l’eroe entra nel mondo straordinario.
Un esempio lampante di ciò lo possiamo ritrovare in Harry Potter e la pietra filosofale: il mondo ordinario di Harry è la sua vita al numero 4 di Privet Drive con il cugino e gli zii, mentre il mondo straordinario è Hogwarts. La chiamata all’avventura è ovviamente la lettera di inizio anno, rinforzata dall’entrata in scena di Hagrid come messaggero.
Insomma, questo è un esempio scolastico della differenza tra mondo ordinario e straordinario, ma è utile alla nostra causa.
Vogliamo sottolineare che il mondo ordinario non deve coincidere obbligatoriamente con il nostro mondo, ad esempio: il mondo ordinario di Thor è Asgard, che per lui è assolutamente normale, mentre per noi è straordinario.
Allo stesso modo, un Eroe potrebbe considerare straordinario il nostro mondo, come succede nella commedia romantica Kate e Leopold, dove il prode Hugh Jackman viene teletrasportato dal 1800 nella New York degli anni 2000.
Quindi ricordati sempre questo concetto fondamentale: il mondo è ordinario o straordinario in base al protagonista, in base alla sua vita e alla sua esperienza personale.
Inoltre, il mondo potrebbe essere sempre lo stesso, ma cambia agli occhi del protagonista in seguito alla chiamata all’avventura.
Un esempio lo possiamo trovare ne Il giustiziere della notte – Death Wish: Bruce Willis interpreta un chirurgo sempre ligio alla legge, che si trasforma in un vigilante che uccide i malviventi in seguito all’omicidio della moglie e al ferimento della figlia.
In questo caso, il mondo prima e dopo l’evento traumatico che, di fatto, è anche la chiamata all’avventura, è sempre lo stesso. Ma per Paul, il nostro protagonista, è completamente diverso. Il mondo ordinario si è trasformato di colpo in un mondo straordinario dove i malviventi uccidono e rubano senza che la polizia riesca a fermarli. Quindi Paul, per affrontare il suo lutto, inizia a giustiziarli in un vanaglorioso senso di giustizia privata, per difendere mogli e figlie di altri perché non è riuscito a difendere le sue.
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Quindi eccoci arrivati al punto cruciale di come iniziare a scrivere un libro: decidi il tuo mondo ordinario, descrivilo, fallo diventare credibile e fallo tuo. Devi sapere esattamente com’è e come funziona, perché il tuo protagonista ci si deve muovere perfettamente, deve conoscerne le regole e i trucchi, deve sapere esattamente qual è il suo posto.
Se ti può aiutare, qui trovi una tabella da compilare per descrivere il tuo mondo ordinario.
Se vuoi confrontarti con qualcuno, ti ricordiamo che noi del Blocco dello Scrittore, offriamo delle consulenze di un’ora in cui puoi chiederci supporto per qualsiasi cosa riguardi la tua storia.
Adesso facciamo un passettino in avanti. Dopo che hai definito il tuo mondo ordinario bisogna definire il protagonista, ossia il tuo eroe.
Come creare un personaggio: eroe o antieroe?
Una storia avvincente e un mondo credibile, non sono niente senza un buon protagonista.
La prima decisione che devi prendere in quanto scrittore è questa: il tuo eroe, che tipo di eroe è?
Tra letteratura e cinema abbiamo moltissimi esempi di eroi con caratteri, aspirazioni e obiettivi diversi, ma alla fine quasi tutti rientrano in due archetipi: l’eroe e l’antieroe.
Partiamo dal primo.
Cos’è un eroe?
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C. Vogler, Il viaggio dell’eroe – La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, Dino Audino Editore, Roma 2020, p.29
Ecco questa è la definizione canonica e può anche sembrare un po’ datata. Leggendola viene in mente un cavaliere senza macchia e senza paura, che non commette mai errori e non cade mai in fallo.
Ma non è realmente così.
Sicuramente nei miti e nelle storie antiche, gli eroi come quello descritto da Vogler erano dominanti, ma tutti affrontano comunque un percorso che li cambia.
Quindi non farti trarre in inganno da questa definizione: un eroe non è per forza perfetto, ma per essere definito tale deve intraprendere il suo viaggio e il suo cambiamento per uno scopo buono. Questo è il punto saliente di un eroe canonico.
In questa definizione sono molti i personaggi che vi rientrano. Solo per fare alcuni esempi: Luke Skywalker, Harry Potter, Aragorn, Superman e molti altri.
Dunque l’eroe canonico è colui che si butta nell’avventura per “migliorare il mondo”. Ha qualità che lo rendono ammirevole e amabile, è spesso idealista, coraggioso ed attento alla moralità.
Dall’altra parte della bilancia troviamo invece l’antieroe: un eroe che si può definire riluttante, che non si fa trascinare di buon grado nel viaggio e che pensa prima di tutto a se stesso.
L’antieroe non ha le qualità che abbiamo citato prima, o meglio, può avercele, ma non si muove in funzione di esse. Gli antieroi sono esseri umani normali, con i loro vizi e i loro difetti, che magari prima di gettarsi nelle fiamme per salvare un bambino ci riflettono.
Insomma, l’antieroe è una figura più credibile e più vicina ai giorni nostri, perché il tempo dei miti e dei cavalieri della Tavola Rotonda è passato da un pezzo.
Con questo, però, non dobbiamo confonderci con gli eroi di oggi, che nonostante i difetti fanno riferimento al concetto di eroe canonico.
Per farti capire meglio: Superman è un eroe canonico in tutto e per tutto, Harry Potter è anche lui un eroe canonico, ma con i suoi difetti e le sue paure. Solo perché Harry è umano e vulnerabile non significa che sia un antieroe, chiaro?
Chi è l’antieroe
In Ritorno al futuro abbiamo Marty McFly, un eroe controverso con tratti anti-eroistici che deve scendere a patti con sé stesso per migliorare la sua vita. Invece, ne La Torre Nera di Stephen King troviamo Roland, un uomo dai mille difetti in un percorso di continua redenzione e rinascita.
Per tornare ai supereroi possiamo citare Batman, che sì, dà la caccia ai cattivi di Gotham, ma lo fa – almeno inizialmente – per una sete di vendetta più che di giustizia.
Gli esempi sarebbero infiniti, ma hai capito il concetto chiave?
L’eroe è quello che è giusto e retto, che difficilmente prende una decisione sbagliata.
L’antieroe invece è più umano, più materialista, più con i piedi per terra.
Quindi, dopo aver scelto il tuo mondo ordinario, devi scegliere il tipo di eroe che vuoi per la tua storia.
Ricordati che il protagonista deve essere accattivante e credibile. Se vuoi qualche consiglio in più, puoi leggere quest’altra guida: Come creare un personaggio, dove affrontiamo nel dettaglio tutti gli step per dargli vita.
Inizia a scrivere!
Arrivato a questo punto dovresti avere chiaro:
- com’è fatto il tuo mondo ordinario;
- quale tipo di eroe è il tuo protagonista.
Una volta definiti questi due punti essenziali non ti rimane altro che iniziare a scrivere.
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