Ciao, scrittore in erba!

Di solito parliamo di libri, è vero. Oggi, però, abbiamo deciso di soffermarci sui racconti, perché hanno un potenziale creativo fin troppo sottovalutato dalla massa.

Iniziare un racconto, anche se è come iniziare un libro, nasconde un’insidia maggiore: la prima fase è persino più importante, visto che hai molto meno tempo per catturare il lettore.

Ma c’è anche una buona notizia.

Proprio perché ha una struttura narrativa più semplice – e breve – ti consente maggiori libertà.

Puoi andare dritto al punto, tagliare il superfluo e concentrarti sull’essenziale. In questa guida, noi del Blocco dello Scrittore ti spiegheremo come fare senza complicarti la vita.

Iniziamo da un pizzico di teoria!

Cos’è davvero l’inizio di un racconto e qual è la sua funzione

Se hai già studiato i nostri manuali, non pensare al racconto come al viaggio dell’eroe in cui devi: “presentare il tuo eroe nel suo mondo ordinario” e poi “studiare una chiamata all’avventura avvincente”.

Pensa, piuttosto, in maniera filmica: immagina le prime due o tre scene, ed è proprio lì che il lettore deve capire:

  • qual è l’atmosfera della storia;
  • chi sta seguendo;
  • quale tensione o conflitto sta per esplodere;
  • qual è la domanda narrativa che regge il racconto.


Un buon incipit, esattamente come nei libri, non deve rivelare tutto, ma creare aspettative, anche se le vicende non sono ancora state spiegate.

Vediamo, dunque, quali sono i 4 modi più efficaci per iniziare un racconto.

come iniziare un racconto foto 1

I 4 modi più efficaci per creare un buon incipit

1. Inizio in medias res

Apri il sipario nel mezzo dell’azione. Nessun preambolo, nessuna presentazione, solo movimento.

Questo funziona perché cattura subito l’attenzione, introducendo tensione e facendo emergere il personaggio attraverso quello che fa, non attraverso quello che dice.

Facciamo un esempio:

Nell’esatto momento in cui la porta esplose verso l’interno, Marta era sicura di sé, convinta che nessuno l’avesse seguita”.

Immagina un racconto che inizia con questa frase (in medias res, appunto).

Con pochissime parole crei una situazione da esplorare, che apre un numero di domande che spingono il lettore a volerci vedere chiaro:

  • Perché – e da chi – sta scappando Marta?
  • Dove siamo?
  • Qual è la posta in gioco?

Ma il lettore scopre anche dell’altro.

Per prima cosa intuisce il genere anche senza guardare la copertina, ma comprende – in pochissimi dettagli – i tratti caratteriali della protagonista.

Marta era sicura di sé”.

Forse è una donna abituata a vivere certe avventure? O magari è un personaggio egocentrico, convinto di essere imbattibile?

Una cosa non esclude l’altra, eppure abbiamo già tantissime informazioni. Bastano due righe che, se scritte bene, aprono una danza di ipotesi che spingono il lettore a essere attivo nella storia e a volerne sapere di più.

Mettiti alla prova con i nostri esercizi!

Scegli tema e livello di difficoltà e, alla fine, riscatta una sessione di correzione gratuita con uno degli esperti del Blocco dello Scrittore!

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2. Inizio con promessa

L’inizio con promessa, a differenza di quello in medias res, non ti porta nel centro dell’azione, ma è in grado di fornirti un “elemento calamita”.

Ti dà la possibilità di presentare l’inizio degli avvenimenti tramite un dettaglio che può essere strano, inquietante, poetico o curioso.

Insomma: dice al lettore: “Ehy, qui c’è qualcosa da scoprire”. Come in questo caso:

Era mezzogiorno spaccato quando il cielo si squarciò, ma nessuno sembrò farci particolare attenzione”.

In questo caso abbiamo un’apertura totalmente diversa rispetto a quella mostrata in precedenza, tuttavia funziona lo stesso, perché presenta un mistero da risolvere: perché il cielo si è squarciato e in che modo?

E anche qui, da una sola, piccola frase, intuiamo già il genere del racconto. Probabilmente un fantascientifico o un horror. Sei d’accordo?

3. Inizio centrato sul personaggio

L’inizio centrato sul personaggio, invece parte “da dentro” il protagonista. Da una sua emozione, pensiero o scelta difficile.

Se stai pensando di scrivere qualcosa di psicologico può essere un consiglio che vale oro.

Leonardo non era un assassino, ma quel giorno non vide altra scelta.

Anche questa frase funziona molto bene per far scattare l’incipit. Questo perché, come in ogni racconto che ha come fulcro la psicologia del protagonista, mette il lettore in empatia col personaggio principale.
Anche chi legge non è un assassino, però sa che ci sono delle situazioni limite all’interno della nostra vita che possono far emergere ciò che non siamo.

Ciò terrorizza e affascina, promettendo una disamina dettagliata sulla psiche umana.

4.  Inizio tematico
Infine, parliamo dell’inizio tematico.

Con questo intendiamo una semplice frase che messa all’inizio del tuo incipit porta già all’interno del tema principale della storia.

L’ideale per i racconti maggiormente riflessivi.

Si ritrovò a pensare che era proprio vero… ogni volta che qualcuno se ne va, la casa diventa più piccola.”

Qui mostriamo subito il nostro tono e la nostra intenzione, preparando emotivamente il lettore.

A parte quelle che ti abbiamo fin qui presentato, esistono molte altre tipologie di incipit.

Noi ci siamo limitati a fornirti degli esempi che possano in qualche modo stimolare la tua creatività, ma davvero non c’è nulla di scritto sulla pietra che ti imponga delle regole rigide da seguire.

Quindi, semplicemente, lasciati ispirare evitando l’errore più comune che vedremo nel prossimo paragrafo.

come iniziare un racconto foto 2

L’errore da evitare: partire da troppo lontano

Parliamo di un difetto comune anche nei romanzi, tuttavia, questi ultimi hanno più spazio di manovra.

I racconti, invece, non devono mai prendere giri larghi.

Se inizi da troppo lontano dal cuore della storia il lettore si annoia, quindi evita:

  • prologhi inutili;
  • presentazioni di ambienti e personaggi troppo lunghe;
  • scene quotidiane senza tensione;
  • informazioni non immediatamente utili.

Se qualcosa non ti convince, il consiglio è semplice: tagliala subito. Non provare a rielaborarla.
Per far partire il tuo racconto nel migliore dei modi, quindi , ti consigliamo di porti tre domande fondamentali:

  1. Qual è il momento in cui tutto cambia?
    → Parti da lì o da un attimo prima.
  2. Qual è la prima cosa che il lettore deve capire del protagonista?
    → Un tratto, un difetto, una scelta, ecc.
  3. Qual è il micro-conflitto che fa da scintilla alla storia?
    → Mostralo subito, anche solo in forma accennata.

Se sei certo della risposta a tutte queste domande, puoi stare tranquillo e iniziare a scrivere.

Ma cosa succede se ti ritrovi di punto in bianco nel proverbiale blocco dello scrittore?

Ci pensiamo noi!

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