Se ti trovi su questa pagina stai pensando a come creare un personaggio vivo, in grado di trasmettere ai lettori le emozioni che tu stesso hai provato leggendo i tuoi libri preferiti.
La domanda che vogliamo fare prima di entrare nel vivo del discorso è molto semplice: “Cos’è più importante: la trama o il personaggio?”.
Questo dilemma affascina e fa discutere dalla notte dei tempi.
Aristotele fu il primo a declamare la superiorità della storia sul protagonista, ma il dibattito accademico si è trascinato fino ai giorni nostri senza mai giungere a una conclusione definitiva.
Forse perché, a tutti gli effetti, storia e personaggio si mescolano e interagiscono tra loro creando un’unica entità vivente, e l’uno senza l’altro non può esistere.
Un esempio?
Se dico Star Wars, ti vengono subito in mente Darth Vader, Luke Skywalker e Yoda.
Con Il Signore degli Anelli, Frodo, Aragorn e Gandalf.
Corretto?
Da qui un fatto concreto: un personaggio si deve muovere in una storia avvincente, ma la storia, per essere avvincente, deve avere un personaggio credibile e ben caratterizzato.
Ecco, siamo arrivati al nocciolo della questione: la caratterizzazione.
Ma che cos’è?
La caratterizzazione: definizione e significato
Come sempre partiamo dalla teoria.
La definizione accademica di caratterizzazione è la seguente:
"
La caratterizzazione è la somma di tutte le qualità osservabili in un essere umano, tutto ciò che è conoscibile attraverso un attento esame: età e quoziente intellettivo; sesso e sensualità; modo di parlare e gestualità; scelta di una casa, di un’auto, di un vestito; grado di istruzione e lavoro; personalità e nevrosi; valori e atteggiamenti. La totalità di questi tratti rende ogni persona unica nel suo genere in quanto ognuno di noi è un insieme specifico di dati genetici ed esperienza accumulata.
C. Vogler, Il viaggio dell’eroe – La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, Dino Audino Editore, Roma 2020, p.103
Una definizione molto lunga e articolata vero?
Ma si può riassumere in un concetto molto semplice: la caratterizzazione sono tutte le qualità di un personaggio, sia quelle oggettive che soggettive.
Ma come si fa a scegliere e descrivere queste qualità?
Vediamolo insieme!
Come creare il tuo eroe passo dopo passo
Step 1: l’identikit
Il primo passo per costruire un personaggio è quello di immaginarlo fisicamente, quindi bisogna banalmente creare un suo identikit.
Se hai difficoltà a immaginarlo nel dettaglio, un trucco utile è quello di usare un “prestavolto”, ossia prendere spunto dalle fattezze di un personaggio famoso.
Ad esempio:
L’uomo era alto e massiccio, vestito completamente in nero, e la stava fissando con occhi scuri e avidi. Il suo sguardo le fece gelare il sangue nelle vene.
Aveva un viso maturo, ma con sentori di una gioventù appena passata. Zigomi alti e taglienti, labbra sottili piegate in un ghigno divertito, guance leggermente incavate per metà ricoperte da una barba abbastanza lunga da lasciare intravedere baffi e pizzetto. Il naso perfettamente dritto, il mento appuntito e dei folti capelli neri come la pece che gli ricadevano sulla fronte ampia. Infine gli occhi: grandi e neri, restituivano un vuoto senza fine.
Sai a chi stavo pensando durante mentre scrivevo questa descrizione? A lui.
Ovviamente con qualche dettaglio diverso, ma il mio “prestavolto” di base era il buon Keanu Reeves.
Probabilmente la tua immaginazione non ti ha restituito lo stesso volto, ma non è importante: ogni lettore immagina i personaggi secondo la sua fantasia e la sua esperienza.
Questo non toglie che tu, in quanto scrittore, devi avere un’idea chiara e precisa del suo aspetto.
Ora proviamo a completare un identikit insieme:
| Sesso | Uomo |
| Altezza | 1,70 m |
| Età | 16 anni |
| Peso | 60 Kg |
| Occhi | Verdi |
| Capelli | Neri, corti e sempre arruffati |
| Bocca | Sottile |
| Sopracciglia | Folte ma ordinate |
| Fisico | Magro |
| Segni distintivi | Occhiali rotondi e cicatrice a saetta sulla fronte |
Chi ti viene in mente?
Beh sì, ovviamente è Harry Potter!
(Preciso che il colore degli occhi è quello reale del libro)
La tabella che ho compilato è solo un esempio, si può arricchire quasi all’infinito, con altri dettagli significanti come il colore della pelle, se ha lentiggini, rughe d’espressione o tatuaggi. Non ci sono regole ferree ma più arricchisci di dettagli il tuo personaggio, meglio è.
Ovviamente tutti questi particolari non verranno descritti in una sola volta, alcuni potranno venire fuori con il tempo durante la storia, ma è bene che tu li conosca già dalla prima pagina.
Step 2: dare vita al tuo eroe
Una volta che hai l’identikit devi immaginarti come si muove nello spazio, come parla, come cammina, che espressioni ha: devi dargli propriamente vita.
Per decidere queste cose, oltre ad immaginarle come più ti piacciono, è bene che tu conosca il background del tuo personaggio.
Che infanzia ha avuto? Bella e spensierata? Traumatica? Sempre in viaggio?
Ha studiato? Ha completato le superiori? Si è laureato? Se sì, in cosa?
E tanto altro.
Ad esempio, Harry è un ragazzo gentile e coraggioso, che non si aspetta mai nulla di bello nella sua vita. Questo perché ha avuto un’infanzia di privazioni, a causa dei suoi zii che l’hanno sempre detestato.
Questa caratterizzazione ovviamente esce pian piano nel corso della saga. All’inizio non sappiamo che tipo di persona sia Harry, ma ci rendiamo subito conto che è un bravo ragazzo: la sua brutta infanzia l’ha reso una persona buona, che non vuole infliggere agli altri quello che ha vissuto sulla propria pelle.
Tutto chiaro fin qui?
La caratterizzazione è l’insieme di questi due step: la descrizione oggettiva e le esperienze accumulate, ma questo non basta per fare il personaggio, ci manca un ultimo step.
Step 3: il vero personaggio
Siamo arrivati all’ultimo punto nella creazione di un personaggio, ossia la sua vera essenza.
Ebbene sì, perché la caratterizzazione non è abbastanza.
Cosa significa?
La caratterizzazione ti permette di descriverlo, muoverlo e farlo ragionare, ma ciò che lo rende realmente vivo sono le scelte che compie.
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C. Vogler, Il viaggio dell’eroe – La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, Dino Audino Editore, Roma 2020, p.104
In altre parole, se vuoi far uscire la vera natura di una persona mettila sotto pressione.
Al cinema e sul piccolo schermo abbiamo molti esempi, e forse i personaggi più rappresentativi di questo concetto si trovano nella serie The Walking Dead.
I protagonisti vivono in un mondo dominato dagli zombie e devono compiere scelte discutibili per salvarsi la pelle. Insomma, quale pressione migliore per far venire fuori la vera natura di un essere umano se non durante un’apocalisse del genere?
Nella serie sono molti gli esempi di personaggi inizialmente buoni ma che davanti alla possibilità di morire rivelano la loro vera natura.
Un esempio può essere Shane: un poliziotto che non si tira indietro davanti al rischio per salvare le persone che ama, ma quando deve decidere se rischiare la vita per un estraneo, beh… lo lascia in pasto agli zombie.
Ma può anche succedere il contrario. In questo caso, restando sempre ancorati all’universo di The Walking Dead parliamo di Negan: un uomo mediocre, trasformato in un assassino senza scrupoli dall’apocalisse che, però, rischia di morire in una tormenta di neve per salvare la figlia del suo acerrimo nemico.
Ribadiamo il concetto: la pressione estrema rivela la vera natura di un personaggio e, allo stesso tempo, può farlo cambiare e mutare, può farlo diventare una persona migliore o una peggiore.
Questo, però, è un discorso più vasto che rientra nel concetto di “arco di trasformazione del personaggio”, che affronteremo in separata sede.
Ma quindi come creare un personaggio? Facciamo il recap step necessari:
- aspetto fisico;
- movenze, espressioni e pensieri;
- vera natura.
Davvero non è più difficile di così.
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