Hai creato il mondo ordinario, immaginato quello straordinario, caratterizzato alla perfezione il tuo protagonista e ora ti chiedi: come portarlo fuori dalla sua comfort zone? Come spingerlo ad intraprendere il suo viaggio?
Se ti stai ponendo queste domande, sei finito sulla guida giusta! 🙌
La chiamata all’avventura è il primo snodo cruciale di qualsiasi narrazione: il momento in cui il tuo protagonista inizia il suo cammino per diventare l’eroe della storia.
Molti scrittori, soprattutto quelli alle prime armi, non sanno come gestire questa fase, avendo paura che risulti troppo forzata o finta.
Ma non temere, abbiamo preparato per te una guida che ti aiuterà a capire come innescare questo passaggio, seguendo il flusso naturale della storia.
Ma partiamo dal principio: cos’è la chiamata all’avventura?
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C. Vogler, Il viaggio dell’eroe – La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, Dino Audino Editore, Roma 2020, p.80
Quindi, seguendo la definizione di Vogler, la chiamata all’avventura è il momento in cui il protagonista viene invitato a intraprendere un viaggio, a compiere un’impresa o a risolvere un mistero e può assumere diverse forme: un incontro casuale, una lettera misteriosa, una calamità naturale, una crisi mondiale, o anche una persona che si presenta all’improvviso e cambia le sorti del protagonista.
Come esempio possiamo ricordare la lettera di Hogwarts indirizzata ad Harry in Harry Potter e la pietra filosofale, oppure la comparsa di Gandalf a casa di Bilbo accompagnato da tredici nani ne Lo Hobbit.
In entrambi i casi, i protagonisti sono coinvolti in eventi fuori dalla loro ordinaria routine, che li spingono ad intraprendere la loro avventura.
Infatti, qualunque sia la sua veste, la chiamata all’avventura è ufficialmente il primo passo dell’eroe verso l’ignoto e lo costringe a compiere una difficile scelta: rimanere nel mondo ordinario, sicuro e familiare, oppure accogliere l’invito e lanciarsi nel mondo straordinario.
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Per aiutare l’eroe a compiere questa scelta, spesso, con la chiamata all’avventura entra in scena anche il messaggero: un archetipo che si fa portavoce della chiamata e sprona l’eroe ad avventurarsi nel mondo straordinario.
Un perfetto esempio è il personaggio di Hagrid, che entra nella vita di Harry per permettergli di leggere la lettera di Hogwarts e raccontargli la verità sulla sua identità e sul suo passato.
Molto spesso in questa fase viene anche mostrato il conflitto che sarà alla base della storia, quel conflitto che l’eroe dovrà risolvere per arrivare vittorioso alla fine del suo viaggio.
Restando nell’universo di Harry Potter: Hagrid aiuta Harry ad arrivare preparato ad Hogwarts, ma gli presenta anche la sua futura ombra, Voldemort, raccontandogli dell’omicidio dei suoi genitori.
Una volta che la chiamata all’avventura viene consegnata, l’eroe, generalmente, non risponde subito, anzi! Spesso reagisce con resistenza o paura, innescando un altra fase della narrazione che prende il nome di rifiuto alla chiamata.
Il rifiuto della Chiamata: quando l’eroe deve essere convinto
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C. Vogler, Il viaggio dell’eroe – La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, Dino Audino Editore, Roma 2020, p.86
La resistenza al cambiamento è un elemento chiave in molte storie. Non sempre il protagonista è entusiasta di intraprendere un’avventura. Anzi, molto spesso l’incertezza, la paura dell’ignoto, o il desiderio di rimanere nel proprio mondo ordinario fanno sì che il protagonista tenti di evitare la chiamata.
Questo iniziale rifiuto dell’eroe ha uno scopo narrativo ben preciso: segnalare al pubblico che l’avventura non sarà semplice, ma rischiosa. Quindi il tempo della riflessione dell’eroe serve proprio per fargli prendere atto del fatto che se risponde alla chiamata accetterà di mettere a rischio se stesso.
Solo quando sarà convinto potrà rispondere e iniziare il suo viaggio, rendendo questo momento di accettazione ancora più emozionante.
Come esempio possiamo pensare a The Matrix: Neo è inizialmente riluttante a credere alla realtà proposta da Morpheus. Non vuole lasciare il mondo che conosce, anche se è consapevole che ci sia qualcosa che non va. Il suo rifiuto però è solo iniziale, perché il suo intento è quello di scoprire cosa c’è realmente dietro a quella realtà fittizia.
Il momento della scelta della pillola rossa è così potente proprio perché fino a quel momento lo spettatore non sa se Neo preferisca in realtà la pillola blu.
Altro esempio lo troviamo in Star Wars: Luke Skywalker inizialmente rifiuta di seguire Obi-Wan, preferendo restare con gli zii e continuare la sua vita ordinaria. Solo il loro omicidio a opera dell’Impero lo spinge a iniziare il suo viaggio.
In altre parole, il rifiuto, quando presente, serve per far prendere coscienza all’eroe e al pubblico del cammino tortuoso che li aspetta. È il primo ostacolo da superare.
Consigli per creare una chiamata all’avventura credibile ed avvincente
In conclusione a questa guida ti lasciamo qualche consiglio pratico per aiutarti a delineare al meglio la tua chiamata all’avventura:
- fai crescere la curiosità del protagonista: la chiamata deve suscitare un desiderio di scoperta o rispondere a un dubbio del protagonista. Se egli è troppo sicuro di sé o della sua vita, la chiamata rischia di sembrare troppo forzata, devi quindi creare il bisogno di cambiamento.
Esempio: quando Morpheus incontra Neo, lui sa già che c’è qualcosa che non va, infatti la chiamata all’avventura suscita curiosità nel protagonista. - introduci un dilemma morale o pratico: la chiamata è un’opportunità di crescita, ma sarà anche un grande rischio. Il dilemma morale, ossia accettare o rifiutare la missione, accelera la scelta dell’eroe.
Esempio: la chiamata all’avventura di Katniss in Hunger Games, altro non è che il sorteggio di sua sorella Prim. Il dilemma morale di Katniss è quello tra rimanere nel suo mondo ordinario e perdere sua sorella, oppure offrirsi volontaria e andare verso morte quasi certa. - usa un mentore o una figura guida: spesso, la chiamata all’avventura viene data da un mentore, un messaggero o da una figura esterna che fa da “voce della ragione” e aiuta il protagonista a comprendere l’importanza della sua missione. Questo personaggio può essere determinante nel superare le paure iniziali del protagonista.
Esempio: è il caso di Gandalf con Bilbo, in cui è proprio lo stregone che, assumendo il ruolo di messaggero e mentore, sprona lo hobbit a lasciare le comodità di casa sua e intraprendere l’avventura. - crea una minaccia che non può essere ignorata: una chiamata all’avventura deve avere delle conseguenze dirette, soprattutto se il protagonista rifiuta di accettarla. Se non risponde, la situazione potrebbe peggiorare irreparabilmente, aumentando così la tensione all’inizio della storia.
Esempio: Luke rifiuta la sua chiamata e subisce nel suo piccolo (con la morte degli zii) quello che succederà a tutta la galassia se non sarà disposto a partire all’avventura.
Iniziare a scrivere la tua chiamata all’avventura
Sei arrivato alla fine della guida, e ora puoi iniziare a delineare con precisione la chiamata all’avventura della tua storia! 😉
Se non sai da che parte iniziare, ti rimando a Come iniziare a scrivere un libro: un articolo pensato per aiutarti a definire gli step iniziali di ogni narrazione.
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