Chi è l’antieroe? Cosa fa? Ma soprattutto: come scriverlo per renderlo credibile?
La prima cosa che devi sapere prima di poggiare la penna sul foglio bianco è un po’ di teoria e noi siamo pronti a dartela, partendo proprio dai nostri racconti preferiti.
Quindi no. Non ti annoierai leggendo di Tersite e Tersitismo. Getteremo le nostre fondamenta su storie contemporanee, senza per questo evitare di scendere nel dettaglio di una figura estremamente complessa.
Prima di tutto: perché l’antieroe è diventato sempre più popolare, rimpiazzando in letteratura come al cinema il più classico dei cavalieri senza macchia e senza paura?
Lo vediamo insieme!
L’eroe 2.0
Quando parliamo di questo archetipo, lo immaginiamo come una sorta di aggiornamento stilistico della figura dell’eroe: un protagonista che ha dovuto affrontare delle difficoltà nel corso della sua vita. Difficoltà che ha superato mettendo da parte alcune delle caratteristiche fondamentali dell’eroe classico.
L’antieroe, infatti, può essere codardo, irascibile, egoista, menefreghista, dipendente da vizi e macchiato da più peccati capitali. La cosa geniale, però, è che proprio nella somma dei suoi difetti ad emergere è la personalità dell’eroe.
Insomma: se costretto a entrare in azione, farà del bene. E non importa se inizierà il suo viaggio per mero tornaconto personale, perché attraversando l’arco di trasformazione del personaggio cambierà, mettendo da parte alcuni dei suoi difetti per rendersi una persona migliore.
È proprio per questo che l’antieroe ha in qualche modo spodestato l’eroe.
In una società sempre più complessa, in cui gli esseri umani hanno iniziato a guardarsi dentro per lottare contro i propri lati oscuri, un eroe spogliato dalla sua magnificenza e portatore di difetti permette al lettore di identificarsi meglio.
Questo perché si arriva a una dinamica che fa dire: “Beh… se lui ha potuto migliorarsi, posso riuscirci anch’io”.
Vogliamo mettere l’accento proprio su questo, perché tutte le storie dovrebbero avere una missione comune: quella di aiutare a superare i propri drammi esistenziali.
Una storia che non nasconde un messaggio di questo tipo, è una storia che può evitare di essere scritta a prescindere dal genere di riferimento.
Ma divagazioni a parte, vediamo ora qualche esempio di antieroe che può stimolarti nella scrittura del tuo romanzo.
Esempi di antieroe per tutti i gusti
Marty McFly: “Nessuno può chiamarmi fifone“
Marty McFly di ritorno al futuro è un antieroe. Forse credi che la stiamo dicendo grossa, ma per identificare questo archetipo ci vuole anche un po’ d’analisi.
Occhi meno attenti potrebbero credere che siamo di fronte a un eroe senza macchia e paura, che si getta a capofitto nella sua avventura cercando solo di fare del bene a se stesso e a chi lo circonda. Però attenzione…
Dalla seconda parte della trilogia viene aggiunto nel protagonista un tratto caratteristico importante in grado di rovinare il suo futuro: l’orgoglio.
Marty, infatti, non sopporta di essere chiamato “fifone”, e questo lo rende un bersaglio facile dei suoi antagonisti che lo conducono facilmente fuori dalla retta via. Il suo difetto lo porta quindi ad agire di impulso e a complicare il suo viaggio che, con le qualità dell’eroe classico, sarebbe stato sicuramente più agiato.
Ma oltre all’orgoglio è doveroso citare anche l’avarizia. Dopo il primo film, infatti, Marty ha una situazione economica invidiabile, ma arrivato nel futuro decide comunque di mettere le mani su un almanacco sportivo, che gli avrebbe garantito 20 anni di scommesse vinte.
Il punto a cui vogliamo arrivare è che Marty – dalla seconda parte della trilogia in poi -, diventa il principale nemico di sé stesso e solo alla fine del suo percorso riesce a mettere da parte i suoi tratti da antieroe per elevarsi a eroe.
I suoi tratti “anti-eroistici” non sono certo dettagliati come altri personaggi di cui parleremo adesso, ma sicuramente non possiamo definirlo un eroe classico come Luke Skywalker, Harry Potter o Frodo Baggins.
Quindi, prima di andare avanti, ricorda questo: l’antieroe è un eroe che lotta principalmente contro se stesso e i suoi sbagli. Questi diventano il motore narrativo e rendono la storia più interessante e credibile.
Roland Deschain: “Prima vengono i sorrisi, poi le bugie. Per ultimi gli spari“
Parliamo, ora, della saga di libri de La Torre Nera e lo facciamo senza spoiler, perché è quasi un obbligo leggere l’opera migliore di Stephen King riservandosi tutte le sorprese.
Qui ci troviamo davanti a un protagonista che incarna perfettamente l’antieroe in tutti i suoi tratti più classici: egli è un pistolero in un mondo post-apocalittico ispirato ai film di Sergio Leone e alla figura di Clint Eastwood. La sua unica missione è raggiungere la Torre per rimediare agli eventi del passato.
Nella sua costruzione troviamo tutti gli elementi ideali per costruire la figura archetipica di cui stiamo parlando:
- freddezza: è disposto a sacrificare gli altri (anche persone care) per raggiungere la Torre;
- passato tragico: la sua vita è costellata da traumi che ha provato a superare con scelte discutibili che lo rendono più tormentato che eroico;
- ossessione: non cerca la gloria o la salvezza altrui, ma è guidato da una missione personale che sfocia quasi nella dannazione. Nulla è più importante nella sua vita… neanche i ricordi.
Nonostante questo, come ogni antieroe che si rispetti, anche Roland è profondamente umano, dotato di momenti di empatia e crescita che si sviluppano soprattutto grazie alla relazione coi suoi compagni d’avventura.
In poche parole, abbiamo davanti ai nostri occhi un antieroe alla Clint Eastwood, caratterizzato dall’ambiguità morale tipica del Re del Brivido.
Ora inizi a capire i tratti che compongono un antieroe e come questi tratti stessi possono essere il motore principale della tua storia?
Per non lasciare spazio al dubbio, ecco l’ultimo esempio.
John Constantine: “Ho sconfitto ben altro, cose che l’uomo comune neppure sa che esistono. E ora sono fottuto per questa…” (una sigaretta)
Nell’ultimo esempio troviamo un film del 2005 che possiamo definire di “nicchia”.
Trasposto sullo schermo da Francis Lawrence, vediamo Keanu Reeves nei panni di John Constantine: un cacciatore di demoni.
Ancora una volta, in questa storia, la personalità del protagonista è il vero motore narrativo.
Chi è John Constantine?
Prima di tutto è un uomo che combatte i demoni per una motivazione egoistica. John, infatti, è a conoscenza di essere destinato all’inferno e cerca di guadagnarsi la salvezza eterna espellendo demoni dalla terra.
Esattamente come Roland, è un personaggio tormentato e cinico, crudele in alcuni casi, ma nonostante il cinismo, alla fine del suo percorso offre la sua anima per salvarne un’altra. È qui che l’antieroe brilla: mette da parte i suoi obiettivi e difetti per fare una cosa giusta.
I tratti di cui abbiamo parlato, ben si sposano col vizio del fumo. John, infatti, fuma 40 sigarette al giorno dall’età di 15 anni e un tumore ai polmoni sta per togliergli la vita, fungendo anche da elemento drammatico. In poche parole, ha davvero poco tempo per rimediare al suo destino: la dannazione eterna tra le fiamme dell’inferno.
Come abbiamo potuto vedere in questi tre esempi, lo scopo narrativo principale dell’antieroe è quello di fare del bene al prossimo, venendo a patti con il lato oscuro che alberga dentro al suo cuore.
La domanda fondamentale che ci poniamo mentre percorriamo le sue gesta, non è tanto se riuscirà a sconfiggere il male, quanto se riuscirà a diventare migliore.
E noi? Saremo capaci di migliorare con lui mettendo da parte le nostre criticità?
Hai difficoltà nella creazione del tuo Antieroe?
Siamo qui per questo!
Esci dallo stallo grazie alla lettura del nostro articolo correlato: Come creare un personaggio – La caratterizzazione del protagonista.
All’interno troverai un video di approfondimento correlato.
È arrivato il momento di rimboccarsi le maniche!
Sei arrivato alla fine della guida e ora puoi iniziare a immaginare l’antieroe della tua storia! 😉 E se la teoria che trovi nel nostro sito completamente gratuita non basta, ti ricordiamo che puoi acquistare i nostri servizi premium, pensati appositamente per aspiranti scrittori come te! Li trovi qui sotto! 👇Esercizi
Consulenze
Problemi col foglio bianco?
Non sai come continuare la tua storia?
Scopri le nostre consulenze!
Infine, ricordati sempre che bloccarsi e finire l’ispirazione è normale, e noi del Blocco dello Scrittore lo sappiamo fin troppo bene.
Siamo qui proprio per questo! Per aiutarti a finire quel romanzo che stai tenendo nel cassetto da troppo tempo.
Quindi che aspetti? Prendi la penna e inizia a scrivere!
E se hai bisogno di aiuto non esitare a contattarci. 😉
Articoli correlati
Antieroe, anti-eroe, anti eroe… Quindi antieroe è il contrario di eroe? Forse questo è il primo pensiero che sorge spontaneo...
Nell’immaginario comune, l’eroe assume spesso le sembianze di un glorioso paladino, senza macchia e senza paura, avvolto da un’aura dorata...
Se sei arrivato qui molto probabilmente sei incappato in quelli che vengono chiamati archetipi narrativi: eroe, messaggero, mentore, trickster, sono...
Se sei approdato su questo articolo è probabile che tu stia scrivendo una storia o un racconto. Oppure hai un’idea...