Antieroe, anti-eroe, anti eroe…
Quindi antieroe è il contrario di eroe?
Forse questo è il primo pensiero che sorge spontaneo la prima volta che ci si imbatte in questo termine ma, come spesso accade, la lingua italiana ci trae in inganno.
Infatti, il termine antieroe non identifica l’avversario dell’eroe. Il “cattivo” prende il nome di villain, antagonista o – come lo chiama Vogler – “ombra” della storia.
Sai chi è un eroe?
Se non l’hai già fatto, prima di proseguire nella lettura di questo articolo, ti invitiamo a leggere la guida Eroe: fra classico e contemporaneo.
Trovi il link qui sotto 👇
Questa figura, quindi, non corrisponde all’idea canonica di protagonista: non è Ercole, Ulisse o Re Artù, come non è sicuramente Harry Potter, Luke Skywalker o Superman.
Esso porta con sé una sorta di perdita di valori, ma rimane sempre un personaggio che combatte per un bene superiore o per una causa positiva, pur rimanendo un po’ più “con i piedi per terra”.
Da determinato a riluttante: quando l’eroe diventa antieroe
L’eroe è il protagonista della storia, colui che si muove e che agisce per mandarla avanti, ma non è sempre impaziente di iniziare la sua avventura.
Infatti, questo archetipo può essere diviso in due grandi sottogruppi:
- eroi determinati: sono fortemente attivi e si fanno coinvolgere nell’avventura senza incertezze o paure. In questo gruppo possiamo tranquillamente inserire Harry Potter, Luke Skywalker, Frodo e tanti altri. Essi sono gli eroi canonici, pronti a vivere l’avventura.
- eroi riluttanti: sono personaggi pieni di dubbi ed esitazioni, spesso passivi e bisognosi di essere motivati e spinti ad intraprendere il loro viaggio. Qui abbiamo Bilbo Baggins, che deve essere fortemente convinto da Gandalf per iniziare l’avventura, o Katniss Everdeen che si ritrova a subire una chiamata all’avventura per salvare sua sorella.
Quindi non tutti gli eroi di cui leggiamo sono dei paladini gloriosi della giustizia. Ci sono anche personaggi che non sono così motivati ad abbandonare il loro mondo ordinario per compiere il cammino. Questi finiscono molto spesso per rientrare nella categoria degli antieroi.
Ma vediamo insieme cos’è realmente un antieroe.
Antieroe: significato e funzione archetipica
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C. Vogler, Il viaggio dell’eroe – La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, Dino Audino Editore, Roma 2020, p.33
Outsider, questo è il concetto più rappresentativo dell’antieroe, perché rimangono sempre i protagonisti della storia e, nonostante le apparenze, sono i buoni che sconfiggono il male.
Ma, diversamente dagli eroi canonici, non sono gli eletti del gruppo, non sono paladini, guerrieri o Jedi. Sono persone che spesso vivono ai confini della civiltà.
In questo archetipo, infatti, ricadono tutti i protagonisti dei film western: il pistolero solitario che vaga di città in città è un esempio perfetto di antieroe, ma l’archetipo non si esaurisce qui, e si può dividere in due macrotipi: antieroi tragici e cinici.
Antieroe tragico: da Edipo al Padrino
L’antieroe tragico è un personaggio che può non piacere e le cui azioni possono essere biasimate, ma assolve l’importantissima funzione di far riflettere il pubblico.
Esempi si ritrovano soprattutto nelle tragedie greche e shakespeariane, e personaggi come Edipo e Macbeth li rappresentano perfettamente.
Ai giorni nostri, queste figure le ritroviamo in film che hanno per protagonisti dei malavitosi: Vito Corleone de Il Padrino, David Noodles di C’era una volta in America, George Jung di Blow e tanti altri.
La funzione di questi antieroi è la stessa delle antiche tragedie greche: suscitare nello spettatore emozioni di pietà e terrore per poi purificarle. Infatti è attraverso la visione del dramma che gli spettatori provano emozioni forti e contrastanti, che trovano risoluzione nel finale tragico.
Proprio come le tragedie greche in cui neanche Re e condottieri potevano sfuggire al loro destino, al fato scelto per loro dagli dèi, allo stesso modo gli antieroi criminali non possono vincere contro la giustizia.
In estrema sintesi, queste storie sono una versione moderna della tragedia greca: mostrano quanto sia semplice cedere alla criminalità e vivere di essa, ma il finale, quasi sempre tragico, riporta l’equilibrio nel mondo.
La domanda che il pubblico si pone alla fine è molto semplice: “Vale la pena diventare criminali e vivere per cinque o dieci anni nel lusso per poi essere uccisi per strada in un giorno qualunque?”.
Se la risposta è sì, la storia non ha ottenuto il risultato desiderato.😉
Antieroe cinico: da Batman a Jack Sparrow
L’antieroe cinico, invece, si comporta come un eroe convenzionale ma ha una forte impronta cinica o un lato ferito, molto spesso tenuto nascosto, che lo può rendere oscuro.
Sono molti i personaggi cinici e disillusi nella storia recente, e spesso incarnano la disillusione che accompagna sempre di più il genere umano.
Tuttavia, sotto la maschera, sono personaggi buoni che combattono per valori positivi e per il bene della comunità.
In questo archetipo rientrano Deadpool, Han Solo, Jack Sparrow. Tutti quelli appena elencati (e moltissimi altri) pensano al proprio interesse ma, alla fine, fanno sempre la scelta giusta e possono arrivare anche a sacrificarsi per gli altri.
All’interno dello schema non è raro che il protagonista della vicenda assuma dei connotati divertenti, come quelli di buffoni o spalle comiche a cui si mescola ben volentieri contaminandosi con l’archetipo del trickster.
In conclusione, possiamo dire che l’archetipo dell’antieroe è molto sfaccettato e può assumere diverse sembianze, ma se deve avere due caratteristiche universali possiamo attribuirgli il cinismo e la riluttanza all’avventura.
È insomma uno specchio distorto dell’eroe, che riesce ad interpretare meglio la complessità della nostra realtà, i cui confini tra Bene e Male non sono mai così netti.
Come ideare il tuo Antieroe
Sei arrivato alla fine della guida, e ora puoi iniziare a immaginare l’antieroe della tua storia! 😉
Se non sai da che parte iniziare, ti rimando a Come creare un personaggio: un articolo pensato per aiutarti a descrivere e dare vita ai tuoi personaggi.
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